Zygmunt Bauman: una consapevolezza cosmopolita

Lunedì 9 gennaio è scomparso, all’età di 91 anni, il celebre sociologo e filosofo polacco Zygmunt Bauman, noto per aver introdotto il concetto di «società liquida». All’interno della sua analisi della modernità, particolarmente interessante e attuale è la riflessione sulle migrazioni e sul terrorismo.
Bauman ha identificato le migrazioni e l’atteggiamento collettivo nei loro confronti come fenomeni della modernità. Le migrazioni degli ultimi anni, infatti, sono dovute a due fattori principali: le «industrie», nate con la modernità, che producono «persone inutili», ovvero persone in eccesso, che, ovviamente, saranno costrette a spostarsi; ma anche a iniziative sbagliate delle potenze occidentali, che hanno destabilizzato il Medioriente e che non sono in grado di affrontare questa nuova «situazione cosmopolita» con una «consapevolezza cosmopolita».
Ma la modernità ha generato anche la cosiddetta «paura liquida», la più temibile: è diffusa ma indistinta, difficile da identificare. Noi tutti abbiamo paura, ma non sappiamo individuarne le cause, andare alle sue radici; per questo i nostri timori si ancorano a cause accidentali, vicine, a portata di mano, che non faranno scomparire le nostre paure ma ci regaleranno solo una soddisfazione superficiale e temporanea. I migranti sono tra queste cause che erroneamente individuiamo: lo «straniero» incarna le nostre paure più profonde, la fragilità della nostra esistenza, la debolezza che tentiamo di nascondere ma che ci tormenta, la paura di perdere il nostro posto nella società e di soccombere alle «forze globali» di cui tutti siamo pedine. I migranti, che si trasformano così in «walking dystopias», sono le vittime perfette su cui riversare le nostre paure, le nostre ansie e di conseguenza la nostra rabbia: sono «diversi» e, come tutto ciò che non conosciamo, inquietanti e colpevoli fino a prova contraria.
Queste paure e l’accoglienza ostile dei rifugiati sono strettamente collegate al fenomeno del terrorismo, dal momento che favoriscono da un lato l’aumento delle probabilità di reclutamento dei migranti nelle cellule terroristiche, dall’altro il ricorso a misure in realtà deleterie. In Europa, infatti, in risposta agli attentati terroristici si prendono misure che mettono in pericolo proprio quei valori occidentali che vorrebbero difendere, spianando così la strada ai terroristi.
Con Zygmunt Bauman perdiamo una mente capace di trattare questi temi con lucidità, senza la rabbia e i secondi fini che alimentano i discorsi di chi, come alcuni politici, ne approfittano per rincorrere i propri interessi.

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