Torna Lorenzo Gasperini, fra teologia e politica

Seguita nella sua missione Lorenzo Gasperini. Ve ne abbiamo già parlato pochi giorni fa, ma nel frattempo il nostro consigliere comunale preferito è andato avanti, e quindi noi lo seguiamo con la nostra narrazione. Vi segnaliamo che Gasperini ha scritto l’introduzione a un saggio «sulla famiglia naturale», un testo scientifico e scevro da ogni posizione politica sul tema? Dipende da come valutate il fatto che il volume sia stato patrocinato dalla Fondazione Alleanza Nazionale di Roma. Il mantra di questo libello, secondo Gasperini, è «Mentre impera il nichilismo, c’è chi prende posizione». Prendere posizione non è sempre positivo, ci permettiamo di dirgli: esistono posizioni e posizioni.
«Mi scuso per non essere ancora riuscito a rispondere alle centinaia di messaggi che da tutta la penisola mi state mandando. Per ora vi dico da qui un generico GRAZIE!!!», così Gasperini ha commentato il caos che è riuscito a creare dando a Maria Elena Boschi della «ciucciapiselli», a proposito della questione delle unioni civili. Vogliamo anche noi ringraziarlo per averci offerto un ennesimo spunto per valutare il fenomeno della Lega Nord sul territorio.
Anche i suoi amici Facebook sono persone garbate, eleganti e propense alla discussione. Un utente scrive perplesso: «Non capisco che problema avete se vengono riconosciute le unioni civili, davvero non capisco». La risposta arriva subito: «Come non capisci un cazzo». Grande argomentazione.
Proviamo a vagare fra le foto di Gasperini e lo troviamo sullo snowboard, fra una comparsata vicino a Sgarbi e una vicino a Salvini, dotato ovviamente della felpa «Cecina», paese di cui è consigliere comunale il nostro amico Gasperini.
Cita ancora don Giussani, padre di Comunione e Liberazione: «Ciò sta avvenendo in Occidente in una forma tragica e umanamente più deleteria di come sia avvenuto in Russia sotto Lenin e Stalin. Perché in Occidente è tutto liscio», ma non commenta. Ed ecco fra i commenti una lunga sequela di insulti. Non del tutto immeritati, ci sentiamo di dire.
Fondere religione e politica, in uno Stato laico, è quanto più insensato ci sia, e questi sono i risultati.

Tito Borsa

Giornalista praticante. Mi occupo principalmente di inchiesta giudiziaria. Autore di "L'Affaire Somalia. Romanzo di una strage" (2020) e di "Un silenzio italiano" (Cleup, 2017). Ho fondato La Voce che Stecca e l'ho diretta fino al 30 settembre 2017.

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