«Bibbia 4.0»: l’archivio pedopornografico sopravvive ancora

Tutti sappiamo quanto è straziante e doloroso essere traditi dalla persona di cui ci si fida di più, e la ferita è senza dubbio ancor più indelebile se è seguita da un’umiliazione pubblica.
Questo è quello che è successo con la «La Bibbia» ovvero una serie file, contenenti moltissime foto e video hot di ragazze che sono state buttati brutalmente nel web da persone fidate come per esempio ex fidanzati o ex mariti.
Il file è stato continuamente aggiornato arrivando addirittura all’edizione 4.0 e si aggira indisturbato da anni nelle oscure fila del web rovinando la vita a tantissime ragazze che hanno solamente avuto la sfortuna di essersi fidate della persona sbagliata.
La notizia è stata riportata il 31 gennaio da Selvaggia Lucarelli sul Fatto Quotidiano: il file nascerebbe in gruppi chiusi nati sul Facebook, gruppi nei quali gli utenti si inviavano «La Bibbia» sotto gli occhi degli amministratori.
Inoltre all’interno di queste cartelle le foto sono salvate con nome, cognome e in alcuni casi anche l’indirizzo delle ragazze in questione e l’obiettivo è chiaro: grazie alla «Bibbia» gli utenti hanno tutte le informazioni necessarie per poter cercare le malcapitate sul web, contattarle ed eventualmente schernirle riempiendole di insulti.
Purtroppo una volta che inviamo un file attraverso il cellulare o il pc è come se lo pubblicassimo in una piazza, ovvero è chiaro che essendo un messaggio «a tu per tu» con la persona di cui ci fidiamo lo scambio dovrebbe finire solamente tra le due persone prese in causa, ma il problema è che internet oltre ad aver semplificato la comunicazione ha ingigantito il nostro mondo. Una fotografia inviata a un altro pc sarebbe in grado di fare il giro del mondo nelle mani sbagliate, e anche se venisse tolta dalla circolazione, è sempre stata salvata in cellulari, chiavette, pc altrui, e ci vorrebbe meno di qualche secondo per reinserirla nella rete iniziando un circolo vizioso quasi impossibile da arrestare completamente.

Luisa Bizzotto

Studio all'Università di Padova Ingegneria Chimica e dei Materiali. Scrivo per La Voce che Stecca dal 16 luglio 2015 e su queste pagine mi occupo di cultura, scienza, musica e sport.

Un pensiero riguardo “«Bibbia 4.0»: l’archivio pedopornografico sopravvive ancora

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Shares