Stefan Zweig racconta la Russia del 1928

Viaggio in Russia
Stefan Zweig
Passigli editori – 2016 – 10 euro

Considerato universalmente uno dei narratori più popolari e più grandi del primo Novecento, l’austriaco Stefan Zweig (1881-1942) era anche saggista, biografo e, soprattutto, cronista di viaggio. Passigli pubblica così il suo reportage dove racconta la Russia del 1928, dove si recò in occasione del centenario della nascita di Lev Tolstoj: era stato invitato come rappresentante degli scrittori austriaci per tenere un discorso durante la celebrazione. Erano passati solo 10 anni dalla Rivoluzione d’ottobre che aveva cambiato radicalmente il paese che non era più quello descritto da Tolstoj stesso, ma anche da Cechov e da Dostoevskij: si era formata una nuova realtà politica e sociale ed è questo che Zweig, con occhio e penna da testimone e mai da giudice, tratteggia in questo volumetto. L’obiettivo, perfettamente raggiunto, dell’Autore è di descrivere in modo più oggettivo possibile ciò che accadeva in Russia in quegli anni. L’esigenza di abbattere i pregiudizi occidentali, nel nome di un’ammirazione per il «genio russo», ci porta alla scoperta della grande umanità di quel popolo, dell’enorme processo di vita intellettuale e della sua eroica capacità di attesa e di sopportazione.
Un diario di viaggio entusiasmante e coinvolgente, curato da Vittoria Schweizer: una trascrizione intensa e suggestiva, con una prosa poetica e raffinata, di impressioni sui luoghi visitati. Zweig è viaggiatore umanista, curioso, appassionato e capace di provare comprensione e intima partecipazione verso tutto e tutti. A quasi novant’anni da questo viaggio, la narrazione dell’Autore rimane attuale e contemporanea, senza aver perso nei decenni una briciola della sua grandezza.

La Voce che Stecca

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