John Strada, dall’Emilia al rock americano

Mongrel
John Strada
New Model Label – 2016

Nato fra le province di Bologna, Ferrara e Modena, John Strada è attivo sin dagli anni Novanta. Il suo ultimo lavoro, «Mongrel», è una gran figata rockettara. Ci perdonino i lettori per questa caduta di stile, ma almeno siamo riusciti a esprimere tutto il nostro entusiasmo per questo album: 12 brani e 3 bonus tracks, di cui dieci arrivano dal precedente Lp «Meticcio», due sono inediti e gli altri arrivano da «Pezzi di vita», del 2002, registrati all’epoca in inglese non vennero mai pubblicati. Una voce che ricorda Bruce Springsteen, John Strada segue le orme del Boss camminando con le proprie gambe, e così anche «Mongrel»: dalla forte Headin’ home, con Jono Manson, alla lennoniana Christmas in Maghreb, un pezzo quasi delicato, rispetto al resto dell’album: «Streets are empty but laugher’s all around Trees are all dressed up/Aisha’s pushing an empty pram in town».  Il timbro vocale dell’artista raggiunge vette addirittura catartiche in alcune canzoni.
Particolare menzione merita I’m laughing, con Michael McDermott: una ballata sporcata da una chitarra distorta che tiene il ritmo, dove le due particolarissime e originalissime si uniscono in un connubio perfettamente riuscito.
Siccome però chi scrive è pignolo e perfezionista, un paio di appunti dobbiamo farli a John Strada, piccolezze importanti, visto che gli fanno perdere il voto massimo: da una parte la pronuncia inglese scolastica, a tratti davvero fastidiosa (John Strada in un’intervista ha giustamente definito la questione «fondamentale»), dall’altra l’uso ossessivo di organetti datatissimi che urtano all’orecchio, rovinando una perfetta atmosfera rock.

La Voce che Stecca

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