Macché sessismo in Rai, io sto con Paola Perego

out est pardonné? Tutto è perdonato in Rai? Dopo aver giustiziato il «colpevole» Parliamone sabato, il programma di Paola Perego andato in onda anche il 18 marzo scorso, il servizio pubblico televisivo ha espiato ogni colpa? Ha fatto un tacon che l’è peso del buso, come si direbbe in Veneto: la famigerata infografica riassume un articolo trovato in rete, come spiega la conduttrice prima di mostrarlo al pubblico e non è il punto di vista né della Perego né, siamo matti?, della Rai. Quei sei punti dovevano fungere da «scaletta» per la discussione con gli ospiti.
Possiamo discutere se sia un modo corretto e intelligente di fare televisione sul servizio pubblico, ma chi accusa la trasmissione di sessismo non ha guardato 
Parliamone sabato: non si è trattato di rappresentare le donne «come animali domestici di cui apprezzare mansuetudine, accondiscendenza, sottomissione» (cit. Laura Boldrini), forse di una «carrellata inqualificabile, inimmaginabile, di luoghi comuni oscillanti tra il sessismo e il razzismo» (cit. Roberto Fico), ma in nessun modo fatti propri da Paola Perego o dalla Rai.
Fossimo di fronte a un servizio pubblico impeccabile, forse il fancazzismo di 
Parliamone sabato, in cui la discussione assomiglia alla chiacchiera da bar, stonerebbe, ma siamo davanti a una televisione che deve far concorrenza alle reti private, e che quindi si ritrova costretta ad assecondare anche i gusti più bassi del pubblico. Non si tratta del classico punirne uno per educarne cento, bensì della risposta al malessere popolare che ha abbastanza male interpretato il messaggio. Ricordiamoci che non si tratta di informazione, bensì di intrattenimento, che può magari essere anche a tratti becero, ma rimane un’altra cosa.
Paola Perego non ha in alcun modo assecondato l’assurdità e l’idiozia di quell’elenco, ma ha fatto un po’ di spettacolo, complici le due ospiti provenienti dall’Est Europa che potevano fungere da «esempio corroborante», ma invece hanno fatto solo una figura grama. Tant’è vero che un’altra ospite ha preso nettamente le distanze da quella lista sin dal punto 1, ma questo evidentemente non l’ha notato nessuno.
Paola Perego è stata immolata sull’altare del unanime consenso. Bene, fantastico, ora però ricordiamoci di tutte le altre trasmissioni di dubbio gusto che trovano casa in Rai, a cominciare da certi talk show, così da farne delle reti di sola informazione e fiction. Se il popolo vuole la chiacchiera da bar, cercate di capire perché ne abbia bisogno per essere appagato, non risolverete mai il problema togliendogliela. Così la Rai perderà solo ascolti. 

Tito Borsa

Giornalista praticante. Mi occupo principalmente di inchiesta giudiziaria. Autore di Un silenzio italiano (Cleup, 2017). Ho fondato La Voce che Stecca e l'ho diretta fino al 30 settembre 2017.

2 pensieri riguardo “Macché sessismo in Rai, io sto con Paola Perego

  • Pingback:Caso Perego: la concorrenza non deve togliere qualità

  • marzo 31, 2017 in 6:36 pm
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    Io penso che sia stato fatto un caso, per cacciare Paola Perego dal programma e dalla tv, secondo il mio parere, in tv si vede ben di peggio, persone che bestemmiano, mostrano di tutto e di più, dal sedere a tutto l’apparato genitale maschile o femminile che sia. ho provato a rivedere la trasmissione ma non ne vedo nulla di sessista, magari sono ottuso. Ma comunque secondo me allora anche il direttore responsabile del programma, invece di scusarsi dovrebbe lasciare libero lo spazio, visto che il palinsesto è stato da lui approvato, non penso minimamente che la Perego si alzi la mattina e butti giù un programma senza chiederne autorizzazioni. La battuta di Fabio Testi è stata brutta, non invitatelo più, ma la Perego che colpa ne ha degli ospiti, allora tutti quelli che hanno avuto a che fare con Sgarbi? Le liti che andavano di moda in tv anni fa?
    Ripeto si è fatto un caso senza motivazioni reali

    Risposta

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