«Rebirth»: un romanzo di formazione in un cd jazz

Rebirth
Jacopo Ferrazza Trio
Cam Jazz presents – 2017

Giovane contrabbassista, classe 1989, Jacopo Ferrazza in «Rebirth» si cimenta con la sua prima prova da leader di un trio composto da Stefano Carbonelli alla chitarra e Valerio Vantaggio alla batteria. In questo album confluiscono esperienze musicali diverse e una forte componente emotiva e il risultato è una sorta di romanzo di formazione, nella volontà di Ferrazza di imbrigliare e spiegare un mutamento esistenziale attraverso la musica. Ciascun brano attraversa diversi stati d’animo, per culminare nella rinascita (Rebirth è l’ultimo dei 9 pezzi).
La Cam Jazz presents, serie che presenta al pubblico più esigente le giovani promesse del genere, anche questa volta ha fatto centro. «Rebirth» è un album estremamente interessante, che rende onore al giovane Ferrazza, autore di tutti i brani fuorché Pirandello madness, a firma di Stefano Carbonelli. Questo pezzo, una suite perfettamente incastonata nel flusso di coscienza ininterrotto che compone l’album, trova il suo perfetto compimento nell’ultima Rebirth, non a caso la traccia più lunga del disco, che ne rappresenta il compendio ideale con la sua capacità di raccontare, attraverso la musica, la complessità di un musicista che ha già vissuto abbastanza da potersi permettere di rinascere.
Jacopo Ferrazza dà prova di grande creatività e incredibile maturità: per esempio in Lovers in gravity, brano caratterizzato da lunghe fughe di chitarra e contrabbasso ad amplificare una certa cupezza, che però si caratterizza anche per l’energica batteria quasi rockeggiante.
Un album da ascoltare e riascoltare ancora, perché capace di svelare piano piano una struttura sommersa molto complessa. L’ascolto distratto non permette di cogliere appieno il lavoro meticoloso di Ferrazza: sotto le 9 tracce, come dicevamo, c’è una storia e questa dev’essere colta per assaporare ogni significato di «Rebirth». 

La Voce che Stecca

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