L’arte è democratica? Tra nozioni e sensibilità

Punto, fine. L’avevi già letta prima di acquistare il romanzo, ma ora l’ultima frase dell’ultima pagina ha tutto un altro sapore. Chiudi il volume, riguardi la copertina e ti abbandoni allo struggente magone da fine libro.
A un lettore appassionato questa cosa succede per tutta la vita. Che sia di Bianca Pitzorno o di Fëdor Dostoevskij, la fine di un romanzo comporta sempre un piccolo trauma da distacco. Lettura dopo lettura, oltre che dell’immensità dell’arte della parola ci si convince anche della propria sublime sensibilità.
All’improvviso, però, qualcosa cambia: l’ingenuo lettore si trova di fronte alla scolarizzazione. Dopo una vita passata a divorare libri senza quasi sapere chi ne fosse l’autore, gli viene detto che la conoscenza approfondita della sua biografia è un elemento imprescindibile per poterne apprezzare le opere. Comunque, l’istruzione serve ad aprire la mente: passato il panico iniziale, il non più ingenuo lettore imparerà a leggere con meno superficialità, prestando attenzione a cose come il contesto storico e gli stilemi dello scrittore. Che dire, però, di quella fetta di lettori che non hanno ricevuto la giusta istruzione? La generazione dei nostri genitori iniziava spesso a lavorare dopo le medie, quella dei nostri nonni dopo o durante le elementari; eppure, gli amanti della lettura ci sono sempre stati.
Questo piccolo dilemma offre uno spunto interessante da estendere anche al generale: l’arte è democratica? Un libro, un dipinto, una sinfonia sono alla portata di tutti o può coglierne la vera bellezza solo chi ha una cultura superiore alla media?
Sicuramente, conoscere il terreno dal quale l’opera è germogliata aiuta a godere di sfumature non manifeste. Tuttavia, l’arte nasce dall’uomo per l’uomo, ed è una sua necessità viscerale. Di fronte a un qualsiasi tipo di opera, prima che le eventuali nozioni accumulate scatta la sensibilità, fattore per metà intrinseco e per metà allenabile.
L’essere umano ha una sorta di istinto artistico che lo porta, quando non a creare, a contemplare.  Tuo nonno muratore con la terza elementare amava Tolstoj, tua madre impiegata con la terza media adora Verdi. Paradossalmente, anche in quella landa di superficialità e ostentazione che chiamiamo Instagram si tende a vedere sempre più foto con soggetti artistici o, per lo meno, dall’estetica curata. Tua sorella quattordicenne ama fare fotografie alle scritte sui muri.
L’arte è legata al suo contesto, ma lo è molto di più agli uomini nel loro intimo, per natura. L’interpretazione, invece, è strettamente dipendente dal background e dalla sensibilità di chi la fornisce: può darsi che il maggior esperto al mondo di Pirandello lo abbia capito meno di tuo nonno muratore con la terza media.

 

Sara Latorre

Dalla Bassa Bergamasca alla tentacolare Udine per studiare Mediazione Culturale. Mi guardo intorno e scrivo.

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