Ti lascio un bacio in sospeso

Sospeso. Ti lascio un bacio in sospeso.
Lì, dietro al bancone, sussurro all’orecchio della barista che per te ho lasciato un bacio in più. In più di quello che non ti ho dato. O non mi hai lasciato dare.
Quindi, facendo un semplice conto, i baci sarebbero due.
Allora decido di darteli sugli occhi, delicatamente, più di una gocciolina di rugiada. E se la vedrai, non ti preoccupare, sarà solo una stupida lacrima fuggita via. Codarda. Rovinano sempre tutto, le lacrime.
Magari però avrò un altro buon motivo per baciarti gli occhi, e asciugarli dal mio imbarazzante pianto.
Perché sono una donna, per dio.
Non lo avete ancora capito che le donne sono fatte per il 50% di cuore e il 50% di lacrime?
Noi donne o amiamo, o piangiamo. E se siamo fredde e stronze, è solo perché stiamo trattenendo le lacrime.
Le tratteniamo giusto il tempo di finire la recita, per poi crollare e riversarle nel cuscino.
Dicevo?
Ah sì, il bacio in sospeso.
Chissà se lo prenderai, dai, è gratis. Accompagnato da un buon caffè, non sarà mica così male.
Io con un bacio alla mattina mi raddrizzerei la luna. È dunque, la giornata.
Un bacio lascia calore per ore ed ore, se lo riesci ad accogliere con i nervi attenti.
Irradia energia. Fa sbocciare i sorrisi.
Un semplice bacio, lasciato lì. Solo. In sospeso. Ad aspettate qualcuno disposto a desiderarlo.
In sospeso. Forse per sempre.
Perché invisibile aleggia nell’aria e sfiora le guance di ogni persona alla ricerca del tuo odore.
Freme come un bambino all’idea di poterti finalmente trovare.
Ma ti ho lasciato un bacio in sospeso.
Che poi in totale erano due, con quello che non ti ho dato.
Aspettando il tuo viso, apparire da quella porta.
Ma, in sospeso, rimasi anche io ad aspettare di rivederti.
Ma i tuoi occhi eran già chiusi.
Me ne andai via, col mio bacio in sospeso, con costanza.
50% cuore, 50% speranza.

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