Perugia: a che cosa serve il Festival del Giornalismo

Dal nostro inviato Perugia, Festival Internazionale del Giornalismo

Si è chiusa ieri l’undicesima edizione dell’Ijf, l’International Journalism Festival di Perugia, per iniziativa di Arianna Ciccone e Christopher Potter, con lo scopo di parlare di giornalismo, informazione, libertà di stampa e democrazia. Quest’anno in 5 giorni si sono tenuti circa 250 eventi con oltre 500 speaker da 44 paesi diversi, incontri rigorosamente a ingresso libero e in live streaming. A condire il tutto non si possono non menzionare i 200 volontari da 22 nazioni. Il risultato è abbastanza ovvio: al di là delle (seppur importantissime) questioni «tecniche» affrontate, il Festival Internazionale del Giornalismo ancora una volta si è confermato un luogo di incontro, di conoscenza e di discussione fra individui provenienti da luoghi anche molto distanti geograficamente. Ma le distanze sembrano davvero ridursi in nome del comune interesse per un’informazione libera, competente e di qualità, per un giornalismo all’avanguardia che sappia anche rapportarsi con le più moderne tecnologie. Utilissimi a quest’ultimo scopo gli incontri con dipendenti di Google, Facebook, WordPress e Amazon (tra gli sponsor dell’Ijf17).
Cinque giorni, dicevamo, in cui Perugia (e in particolare l’Hotel Brufani, quartier generale del Festival) si è trasformata in un luogo di incontro fra giornalisti, sia conosciuti che aspiranti tali, blogger, avvocati e così via, senza dimenticare poi i privati cittadini che hanno preso parte agli incontri. Dall’attualità alla politica, dai rudimenti del mestiere alle questioni più tecniche, all’undicesima edizione del Festival del Giornalismo sono stati affrontati gli argomenti più disparati, più o meno direttamente collegati con l’informazione.
Da evidenziare è senza dubbio la grande presenza di giovani e di scolaresche. Presumendo che non tutti questi ragazzi vogliano diventare giornalisti, il fatto che abbiano seguito con attenzione molti degli incontri proposti lascia sperare in un giornalismo in cui i lettori non saranno più passivi ricettori di notizie, bensì attivamente critici e partecipi della vita dei giornali.
Un dettaglio non trascurabile riguarda la presunta torre d’avorio dell’informazione: secondo il comune sentire, i giornalisti farebbero parte di una «setta» a dir poco autoreferenziale. Il Festival del Giornalismo di Perugia abbatte anche questo stereotipo: basta sedersi su una panchina davanti all’Hotel Brufani per vedere passare grandi nomi dell’informazione italiana e straniera pronti a scambiare due parole con il comune cittadino.
L’Ijf17 deve essere definito un successo perché per l’undicesimo anno di fila è riuscito a unire da una parte giornalisti e giornalisti , dall’altra giornalisti e cittadini. E scusate se è poco!

Tito Borsa

Ho fondato La Voce che Stecca e l'ho diretta fino al 30 settembre 2017. Una laurea in Filosofia all'Università di Padova e molti progetti per il futuro.

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