Renzi? «Pessimo segretario», giravolta Cirinnà

iù che dell’Orlando innamorato, sarebbe più opportuno parlare della Monica innamorata d’Orlando, se ci riferiamo alla senatrice Cirinnà, divenuta celebre come madrina della legge sulle unioni civili dell’anno scorso, norma approvata durante il governo Renzi. Ma oggi la nostra Monica appoggia il ministro della Giustizia Andrea Orlando alle primarie del Pd del 30 aprile e il motivo lo spiega in un’intervista all’Espresso: «Renzi è stato un pessimo segretario che va lasciato alle spalle».
Che strano: durante i quasi tre anni di governo, la Cirinnà ci era sempre sembrata vicina all’ex premier. A riprova di questo, basta guardare i tweet della senatrice: «Su #unionicivili @matteorenzi è il nostro Frecciarossa», «#unionicivili io l’ho scritta e difesa ma la legge ci sarà grazie alla determinazione e il coraggio di Matteo Renzi» (7.5.16), «Con @matteorenzi la stagione dei diritti è finalmente realtà #unionicivili» (9.7.16). La ciliegina sulla torta è datata 4 dicembre 2016, il giorno del referendum costituzionale che ha portato alle dimissioni dell’ex sindaco di Firenze da premier: «Grazie @matteorenzi senza il tuo coraggio non avremmo governato x 1000 giorni approvando leggi innovative come #unionicivili». Gli altri tweet li trovate nella fotogallery qui sotto.
Nella già citata intervista all’Espresso, la Cirinnà spiega perché da fan di Renzi è passata dalla parte di Orlando: «Subito dopo l’approvazione della legge sulle unioni civili io mi aspettavo che il grande fiume dei diritti avesse rotto la diga e potesse riversare le sue acque di libertà verso tante persone che stanno aspettando. Ciò non è accaduto». Questo forse è vero, però la legge sulle unioni civili è stata approvata l’11 maggio scorso, e la senatrice dopo 9 mesi era ancora dalla parte di Renzi: «11.2.1929 Firma Patti Lateranensi Vaticano-Mussolini. 11.2.2017 in vigore decr attuativi #unionicivili L’Italia cambia Grazie @matteorenzi» (11.2.17). Come potete vedere dallo screenshot in galleria qui sotto, la Cirinnà era renziana anche il 29 ottobre scorso, in piena campagna referendaria, visto che ha twittato una foto dell’ex premier durante un comizio per il «Sì», commentando: «Una grande manifestazione piena di energia positiva per cambiare l’Italia».
È vero che solo gli stupidi non cambiano idea, però questo testacoda di Monica Cirinnà è a dir poco assurdo: il suo appoggio a Renzi, come potete vedere dai tweet riportati, non riguardava soltanto la questione delle unioni civili, bensì anche altri temi come quello del referendum. La senatrice deve aver subito un’illuminazione: prima afferma che Renzi è il «Frecciarossa» del Pd, oggi invece lo definisce un «pessimo segretario». Siamo d’accordo che la segreteria del partito e la presidenza del Consiglio siano due cariche diverse, però – lo ricordiamo – appartiene al Pd la tradizione di identità fra questi due ruoli, se si vincono le elezioni. Sempre all’Espresso, poi spiega un altro motivo per cui sostiene Orlando: «Sto lavorando per avere un segretario del Partito Democratico che trasformi il partito dell’io in quello del noi». Anche qui chi scrive è a dir poco sconcertato: se la Cirinnà preferisce un partito «del noi» rispetto a un «partito dell’io», ci si chiede chi abbia scritto tutti quei tweet a sostegno di Renzi, che sulla faccia della terra è la persona più lontana dall’idea di un partito come collettività.
Anche la Cirinnà può cambiare idea, ma almeno abbia la decenza di dirlo chiaro e tondo. 

Tito Borsa

Giornalista praticante. Autore di Un silenzio italiano (Cleup, 2017), studio alla Scuola di Giornalismo della Luiss a Roma. Ho fondato La Voce che Stecca e l'ho diretta fino al 30 settembre 2017.

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