«Io, seguendo la Costituzione, vincerò le comunali a Genova»

Tra le ammucchiate dei due poli e i problemi di democrazia interna in casa 5 Stelle, a Genova fa capolino il partito costituzionalista dell’avvocato Marco Mori, Riscossa Italia. Quest’uomo dagli occhi azzurri e dai capelli lunghi è uno dei tanti outsider che finisco regolarmente al tappeto alle urne? Autore tra l’altro anche di saggi sull’Europa, Marco Mori è di diverso avviso, convinto che la sua competenza unita al «basso livello» della competizione elettorale possano dare un risultato imprevedibile.

Avvocato, lei ha parlato di un boicottaggio a suo danno perpetrato dalla televisione locale PrimoCanale dopo la sua vittoria nel sondaggio da loro proposto.
Questa televisione è di proprietà del senatore Maurizio Rossi eletto con Scelta Civica (che mi ha in odio perché io giro l’Italia dicendo che Mario Monti è un criminale che ha svenduto il paese ai poteri internazionali) ed è inoltre pesantemente finanziata dall’Unione Europea. Per questi motivi, per loro siamo il demonio. Anche per quanto riguarda il sondaggio eravamo stati inizialmente esclusi, ma sollecitandoli in massa sono stati costretti a inserirci, salvo poi interrompere la consultazione quando siamo risultati primi.

Qual è la sua idea riguardo gli altri candidati sindaco?
Per esempio la Lega Nord, alleata con Forza Italia, al contrario delle sue posizioni a livello nazionale, qui candida una persona che di Europa ed euro non dice nulla: Marco Bucci. Io lo considero il nipotino ignorante di Mario Monti. Costui dichiara di voler risolvere i problemi tramite investimenti esteri e competitività, ricette inutili dovendo rispettare i vincoli imposti dalla Ue.
Gianni Crivello, il candidato del centrosinistra, non lo considero in malafede, ma ne sa poco.
In generale, alle amministrative candidano nomi non particolamente brillanti perché gli assi vincenti se li giocano alle politiche e soprattutto molti hanno paura di metterci la faccia.

Invece, un partito sovranista che impronta potrebbe dare alla gestione della città?
In primis tengo a precisare che preferiamo definirci costituzionalisti, in quanto la sovranità è solo uno degli elementi fondanti la nostra Costituzione di matrice socialista e keynesiana.
Intendo sforare il patto di stabilità al fine di erogare i diritti fondamentali e fronteggiare situazioni di emergenza di qualsiasi genere in aggancio all’articolo 47 della Costituzione («La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito», ndr), intraprendendo politiche di deficit e politiche espansive, evitando di fare avanzo primario. Inoltre, penso non si debba ricorrere a investimenti esteri (al contrario di ciò che propone Bucci) poiché unicamente incentrati sul profitto. Sicuramente giungerà una sanzione per lo sforamento del p
atto, ma noi siamo giuridicamente certi di poter vincere il ricorso davanti al Tar, basandoci su una sentenza del 2016 della Corte costituzionale. Sarebbe rivoluzionario.

È possibile fare politica da semplice cittadino?
Noi lo stiamo facendo, anche se è difficile. La gente che ci segue e sostiene è molto generosa, il nostro mezzo prediletto è la rete. Abbiamo raccolto circa 7000 euro di donazioni per la campagna pubblicitaria, grazie a molti cittadini genovesi e non.

Lei che speranze di risultato ha?
Io penso di vincere! Il livello è molto basso e c’è anche stato il problema dei 5 Stelle. Nell’ultimo mese, con la par condicio in vigore, può succedere davvero di tutto.

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