Adinolfi trova le lobby gay pure in Macron, e a casa sua?

mmanuel Macron, molto probabilmente futuro presidente della repubblica francese, e sua moglie Brigitte sono diventati da qualche giorno i nuovi Barack e Michelle: una storia d’amore fra uno studente e una prof che, nonostante i 24 anni di differenza, riesce a durare e a far convolare a nozze i due protagonisti nel 2007. Sembra un romanzo rosa di qualche decennio fa e invece è il passato di colui che sfiderà domenica 7 maggio al ballottaggio Marine Le Pen. Senza dubbio è una storia: ovviamente non c’entra nulla con quello che Macron farà se verrà eletto, ma è una vicenda utile per fare un ritratto del candidato all’Eliseo.
24 anni separano Macron e sua moglie. Affari loro? Parrebbe di sì, se ignoriamo quanto ha scritto su Facebook Mario Adinolfi. Il parliamo-sempre-di-gay direttore de 
La Croce Quotidiano ha detto la sua, come potete vedere qui a lato, sulla vita privata del candidato presidente. I 24 anni di differenza fra i coniugi sono un problema e il matrimonio sarebbe una «copertura di un’omosessualità di Macron non ostentata ma inserita in una logica di lobbismo gay». Ma che vuol dire? Forse di averla fatta fuori dal vaso se ne accorge anche Adinolfi che, en passant, aggiunge che «forse non è rilevante». Qualche dubbio è venuto anche a lui.
E poi la stoccata finale: «Che in Francia si passi dalla Premiére Dame ad una sorta di Premiére Mum non è solo una nota a margine di costume». Anche qui detto e non detto si intrecciano per sussurrare e insinuare ciò che non si può dire ad alta voce. Mario Adinolfi, sempre così attento all’innaturalità altrui, non può ignorare che una 64enne non può stare con un quarantenne: «È oggettivamente qualcosa di innaturale» e «se scegli per moglie una che può essere tua madre non stai bene». E sti cazzi, commenterebbe qualcuno che, in modo 
naturale, penserebbe che stiamo parlando di affari di Macron e di sua moglie, affari che non ci tangono minimamente.
Però c’è un dettaglio, assolutamente marginale, che vale la pena di ricordare: Mario Adinolfi si è sposato in seconde nozze con una donna che ha quindici anni in meno di lui. E a 15 anni un uomo è biologicamente in grado di avere figli. Quindi sarebbe eccessivo semplificare dicendo che Adinolfi ha sposato una donna che potrebbe essere sua figlia? Sarebbe anche questa una copertura? Due domande paradossali che sottintendono entrambe un «No» convinto, però non c’è alcuna motivazione logica per cui l’innaturalità di un rapporto con così tanti anni di differenza valga solo per qualcuno e non per tutti. Come direbbe Massimo Fini: 
omnia munda mundis, omnia sozza sozzis

Tito Borsa

Giornalista praticante. Autore di Un silenzio italiano (Cleup, 2017), studio alla Scuola di Giornalismo della Luiss a Roma. Ho fondato La Voce che Stecca e l'ho diretta fino al 30 settembre 2017.

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