Reporters sans Frontiéres sopravvaluta Grillo

«Noi ci battiamo per un’informazione libera, indipendente e accessibile a tutti», così Beppe Grillo ha reagito al documento con cui Reporters sans Frontiéres lo pone come uno dei motivi per cui in Italia non c’è ancora libertà di stampa. Il nostro paese è passato dalla 77esima alla 52esima posizione rispetto al 2016 ma la situazione può (e deve) ancora migliorare: se una delle ragioni è senza dubbio la criminalità organizzata che minaccia molti cronisti, ma l’organizzazione in difesa dei giornalisti parla anche del fondatore del Movimento 5 Stelle, tra gli ostacoli dalla libertà di stampa ci sono anche «politici come Beppe Grillo, del Movimento 5 stelle, che non ha esitato a rendere pubblica l’identità dei cronisti che lo infastidiscono».
Chi scrive ha più volte (le trovate qui, qui e qui) contestato le reazioni di Beppe Grillo ai suoi detrattori nel mondo dell’informazione: ci siamo schierati contro la rubrica «Il giornalista del giorno» sul blog e contro la proposta di far giudicare la stampa dai cittadini. Ma porre l’ex comico genovese come una delle ragioni della carenza di libertà di stampa lo riteniamo davvero eccessivo. Siamo un paese in cui il presidente pregiudicato di un partito possiede tre televisioni, mentre il partito di governo attacca Report, una delle poche trasmissioni di inchiesta.
Beppe Grillo non è assolutamente da assolvere: quelle specie di «liste di proscrizione» e gli attacchi alla stampa sono a dir poco vergognose. Però metterlo fra le ragioni per cui in Italia non c’è ancora un’informazione libera significa dargli troppa importanza. 

Tito Borsa

Giornalista praticante. Autore di Un silenzio italiano (Cleup, 2017), studio alla Scuola di Giornalismo della Luiss a Roma. Ho fondato La Voce che Stecca e l'ho diretta fino al 30 settembre 2017.

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