«The Buskers»: punk in salsa bresciana

Tronco
The Buskers
M.U.O.R.I. dischi – 2017

Cosa ci fanno 5 ragazzi bresciani a suonare punk rock nel 2010? Lo rimodernano e lo contaminano con i generi a loro più vicini, come lo ska e il reggae. Questi, in sintesi, sono i «The Buskers», che hanno da poco pubblicato «Tronco», il loro secondo album, composto da dieci brani e da una ghost track, scritti da coloro che si definiscono «cinque supereroi mandati sulla terra con l’obiettivo di salvare il punk rock dalla minaccia dell’estinzione».
Dopo il primo lavoro omonimo datato 2011, i «The Buskers» tornano 6 anni dopo con «Tronco» (anticipato dal singolo Fiato) che, per usare le loro parole, «è stato pensato, ragionato e suonato nel nostro studio dove produciamo la nostra musica» e rappresenta «il nostro modo di vedere le cose e di vivere da la quotidianità». Uno «sfogo alla noia, alle frustrazioni e a tutto quello che ci fa stare male», insomma. Michele Tagliani alla voce, Andrea Bortolotti e Gabriele Paganini alle chitarre, Alberto Zane al basso e Paolo F. Mayer alla batteria producono ritmiche veloci, a tratti ossessive, voci stridenti e tanto volume.
«Tronco» è un disco sincero, dai suoni grezzi e furenti, con ritornelli orecchiabili e martellanti. Ribellione, schiettezza e sberleffo; rabbia, sincerità e una buona dose di simpatica ironia, lanciano uno sguardo critico e velocissimo alle gioie e ai dolori quotidiani, rivelando un’inedita versione della band, più introspettiva, e per quanto in apparenza scanzonata, anche più riflessiva.
I brani che compongono questo album sono abrasivi e dal suono travolgente, energici, senza fronzoli tecnici, con testi ironici e personali, pieni di melodia, che chiedono di essere cantati a squarciagola per esorcizzare l’ennesima giornata storta.

La Voce che Stecca

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