Storia dell’Obamacare, (quasi) uccisa da Trump

L’alba di una nuova sembra essere sorta in America: l’Obamacare è stato smantellato.
Il presidente Trump sta seguendo con molto rigore i punti del suo programma, che aveva tra i propositi principali quello di cambiare il sistema di assicurazione sanitaria.
L’Obamacare nasce da un progetto dell’ex presidente Obama il 25 marzo 2010 che ha dato vita a una riforma sanitaria che inizierà a cambiare la storia americana. Infatti, in uno scenario in cui la sanità è sempre stata governata dalle assicurazioni, e quindi da una gestione privata, l’Obamacare prevedeva che 32 milioni di persone venissero tutelati dal sistema sanitario. Da quel momento a oggi alle compagnie assicurative non è stato più permesso di rifiutare di stipulare un’assicurazione di fronte a quei cittadini che soffrivano di alcune patologie e gli americani hanno avuto a disposizione maggiori incentivi fiscali per acquistare le polizze sanitarie, anzi, la riforma predisponeva sanzioni per chi non ne avesse acquistata una.
Inoltre i datori di lavoro con più di 50 dipendenti hanno dovuto contribuire alle spese mediche dei loro dipendenti, la copertura del Medicaid, ovvero il programma sanitario pubblico, è stata ampliata e la riforma ha dato la possibilità ai giovani di poter usufruire dell’assicurazione sanitaria dei genitori.
Ovviamente come ogni grande cambiamento la riforma di Obama ha portato con se anche molte critiche: infatti anche se la percentuale delle persone non assicurate è passata dal 16% all’8,6% dal 2010 ad oggi, questa misura ha comportato un aumento dei costi delle polizze sanitarie.
Sebbene Omaba abbia cercato di cambiare radicalmente la situazione sanitaria americana, cercando di offrire ai cittadini una vera e propria sanità pubblica, nel 2010 la ferrea opposizione dei repubblicani e di una parte dei democratici al Congresso costrinse l’allora presidente a optare per un cambiamento molto più esiguo. Questo comportò che una sentenza della Corte Suprema del 2012 rese l’ampliamento del Medicaid non obbligatorio, ma a discrezione di ogni singolo Stato, inoltre mentre nella riforma non era considerato obbligatorio cambiare la propria polizza, con l’introduzione dell’Obamacare molti americani che possedevano un’assicurazione sanitaria al di sotto degli standard si sono visti costretti ad ampliare il proprio piano con polizze molto più costose.
Il 4 maggio il neo presidente Donald Trump è riuscito ad abolire l’Obamacare alla camera puntando su 217 voti, e ora la nuova riforma si appresta ad essere approvata anche al Senato.
Se approvato, questo provvedimento cancellerà l’obbligo per ogni cittadino di dover possedere un’assicurazione, rimuoverà l’obbligo per i datori di lavoro di dover provvedere all’assicurazione dei propri dipendenti, abrogherà gli incrementi fiscali che la riforma di Obama aveva comportato e gli Stati non saranno più obbligati a provvedere per i servizi sanitari di base per i propri cittadini.
Grazie a Trump la maternità, le allergie, il cancro e molte altre patologie non saranno più obbligatoriamente incluse nelle polizze, anzi, le assicurazioni saranno padrone di poter decidere di rifiutare la copertura al cittadino o di quadruplicarne i prezzi.
Tutti questi cambiamenti riportano sostanzialmente l’America a una situazione simile a quella precedente alla presidenza di Obama e non si sanno ancora se gli effetti della riforma di Trump saranno positivi o disastrosi, ciò che è certo è che le statistiche indicano che circa 20 milioni di persone perderanno la propria assicurazione sanitaria e che la situazione sta per cambiare nuovamente in maniera radicale.

Luisa Bizzotto

Studio all'Università di Padova Ingegneria Chimica e dei Materiali. Scrivo per La Voce che Stecca dal 16 luglio 2015 e su queste pagine mi occupo di cultura, scienza, musica e sport.

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