Koons per Vuitton: l’arte ha una nuova veste

Jeff Koons, figura di spicco dell’arte contemporanea, nel 2013 ha presentato alla Gagosian Gallery di New York 35 capolavori pittorici «ripensati»: da Venere e Amore di Tiziano, alla Gioconda di Leonardo, da Colazione sull’Erba di Manet all’autoritratto con cappello di Rembrandt. L’artista ha riprodotto le opere in olio su tela, aggiungendo a ciascuna di esse una piccola mensola, dipinta come se sporgesse direttamente dall’immagine. Sopra ogni mensola, Koons ha messo una grossa palla di vetro blu, da cui il nome «Gazing Ball Paintings» (lett. quadri con una palla che «fissa») attribuito all’intera serie; le sfere vitree, infatti, generano un effetto a specchio. Le gazing ball usate sono state prodotte artigianalmente in Pennsylvania: l’artista ne ha commissionate 350 e ha scelto le migliori 35; ciascuna di esse, perciò, è un pezzo unico. Una è perfino diventata protagonista della copertina dell’album «Artpop» di Lady Gaga.
Jeff Koons ha affermato che le gazing ball rappresentano «la vastità dell’universo e, allo stesso tempo, l’intimità dell’hic et nunc». Chi osserva il quadro vive un’esperienza tutta personale, grazie proprio alla superficie riflettente della sfera blu: «L’opera riguarda voi, i vostri desideri, interessi, la vostra partecipazione e il rapporto con quest’immagine». La scelta delle opere da riprodurre è legata semplicemente al «Dna culturale» dell’artista, non a canoni specifici. Il merito che Koons stesso attribuisce a sé e alla sua opera è quello di aver migliorato questa serie di capolavori: l’aggiunta della sfera blu diventa una sorta di fil-rouge che li lega, fortificandoli nell’evidenziare i concetti di unione e di partecipazione. «Questi dipinti, un tempo, erano alcuni dei maggiori capolavori dell’arte Occidentale ma, in questo momento, sono molto più potenti, poiché riescono tutti a catturare, a rapire chi li osserva».
Tutta questa serie di considerazioni – e l’opera stessa di Koons – sono alla base della nuova collaborazione tra l’artista e la maison Louis Vuitton. Il frutto di questa inaspettata cooperazione è una collezione di borse e accessori che riprende temi e immagini della serie Gazing Ball Paintings. Le texture delle iconiche borse Speedy, Keepall e Neverfull, riproducono i capolavori di Leonardo da Vinci (La Gioconda, 1503-06), Tiziano (Venere e Amore, 1546), Rubens (Caccia alla Tigre, 1615-16), Fragonard (Ragazza con Cane, 1770) e Van Gogh (Campo di Grano con Cipressi, 1889). Koons ha riproposto questi dipinti su borse e accessori Louis Vuitton, scrivendo a chiare lettere e in stampatello il nome dei rispettivi autori. Le lettere metalliche hanno lo stesso effetto a specchio delle opere di Gazing Ball Paintings. L’artista, inoltre, ha rielaborato il celebre monogramma della casa di moda francese (LV) associandovi le proprie iniziali (JK), che assumono l’aspetto di una decorazione. All’interno della borsa, sono stampati la biografia e il ritratto del pittore, mentre dal manico pende un portachiavi a forma di coniglio, personaggio ricorrente nei lavori di Koons.
Sul sito ufficiale della casa di moda francese si legge: «Così come Gazing Ball Paintings colloca Koons tra i grandi della storia dell’arte, la collaborazione con Louis Vuitton lo fa entrare di diritto nel patrimonio della Maison, mostrando che la forza del gesto artistico è in grado di gettare un ponte tra il presente e una storia culturale condivisa». In queste parole risiede la vera essenza della collaborazione Koons-Vuitton, ossia avvicinare l’uomo moderno a dei capolavori temporalmente così lontani, riproponendoli in una chiave contemporanea e, perciò, diversa. L’intento di Jeff Koons è quello di aprire le porte dei musei: ci sprona ad ammirare i grandi maestri del passato, donando alle loro opere una luce tutta nuova.

Giulia Pianelli

Laureata in Economia dei Beni Culturali all'Università Ca' Foscari di Venezia, frequento la magistrale in Marketing e Mercati Globali all'Università di Milano-Bicocca. Innamorata della cultura, nel mio piccolo cerco di diffonderla il più possibile.

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