L’addio di Totti: la malinconia di un tifoso, o mio capitano!

Sono passati 7 anni dallo scudetto del triplete dell’Inter, e quel giorno chi scrive era allo stadio Bentegodi di Verona, in scena Chievo-Roma. Fino al gol neroazzurro di Milito, la Roma era campione d’Italia. Se le gerarchie calcistiche sono profondamente cambiate in questi anni, Francesco Totti è rimasto il simbolo giallorosso, rispettato anche dagli avversari e capace con il suo talento di cambiare le sorti di una partita.
Lunga e triste è stata la carriera calcistica di Totti: giocare nell’«eterna seconda» lo ha portato ad avere un palmarés non all’altezza delle sue capacità, con uno scudetto, due Coppe Italia e due Supercoppe italiane, oltre ad aver contribuito alla vittoria dell’Italia ai mondiali 2006. Enumerare i record che lo vedono protagonista è missione non da poco: è il calciatore che ha realizzato più gol con lo stesso club (250 con la Roma), quello che ha realizzato più doppiette e più calci di rigore, è quello più anziano ad aver realizzato una doppietta, è il calciatore con più presenze in partite ufficiali nella Roma (785), e potremmo proseguire ancora per molto.
Ma Francesco Totti, per noi romanisti ma anche per tutti gli amanti del calcio, è molto di più dei suoi comunque straordinari risultati: è l’emozione che si prova vedendolo giocare, è il rispetto per un calciatore che poteva andare altrove ma ha preferito (fin dal 1997) rimanere nella Roma. Diciannove stagioni da capitano significano moltissimo, ed è grazie al suo grandissimo talento che Francesco Totti è stato innalzato a leggenda del calcio, anche oltre i confini nazionali.
Stasera giocherà la sua ultima partita in giallorosso, e questo non può che riempire di malinconia: è finita un’epoca ma dobbiamo tutti ringraziare di aver potuto vedere dal vivo Francesco Totti giocare. Non dobbiamo cercare un erede: oggi non esiste nessuno con le sue stesse caratteristiche, e se un giorno arriverà… si farà notare per il suo talento.
Stasera la Roma non giocherà solo per mantenere il secondo posto in campionato: stasera saremo allo stadio o davanti alla tv a ringraziare il capitano per averci emozionato per 24 anni. 

Tito Borsa

Ho fondato La Voce che Stecca e l'ho diretta fino al 30 settembre 2017. Una laurea in Filosofia all'Università di Padova e molti progetti per il futuro.

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