Corsivo d’autore: torna Renzusconi con il Nazareno 2.0

Silvio Berlusconi è tornato: dopo la fine del patto del Nazareno con Matteo Renzi – casus belli l’elezione al Quirinale di Mattarella – già da ieri abbiamo visto l’inizio delle prove generali dell’alleanza Pd-Forza Italia: in commissione Bilancio alla Camera la norma che regola i nuovi voucher è stata approvata grazie ai voti degli azzurri, nonché del Carroccio.
Non è un mistero che Matteo Renzi voglia scrivere la prossima legge elettorale proprio con il pregiudicato Silvio: l’incontro è previsto nei prossimi giorni. Suona ovvia la previsione di Massimo D’Alema, che s’è improvvisato Tiresia per l’occasione: «Il “Renzusconi” non mi pare molto popolare, tirerà la volata a Grillo», ha spiegato al Corriere.
Se nel 2014 l’asse con Berlusconi sulla legge elettorale era stata per Renzi una scelta obbligata dopo il rifiuto dei 5 Stelle, oggi che i grillini sono – secondo le parole di Luigi Di Maio e Danilo Toninelli – disponibili Renzi torna dall’ex cavaliere, sebbene il capogruppo Pd alla Camera Ettore Rosato abbia invitato i pentastellati a un incontro che si terrà lunedì, per discutere su delle regole condivise.
L’inizio del Nazareno 2.0 è all’insegna dei voucher: usciti dalla porta per decreto, eccoli che rientrano dalla finestra con qualche lieve modifica. Tutto cambia affinché non cambi nulla, ricordandoci però che è stato disinnescato un referendum che avrebbe dovuto tenersi oggi. Ma va tutto bene, madama la marchesa, se si è evitata una consultazione popolare: guai a fare qualcosa che porti i cittadini a esprimersi su un tema. Il costituzionalista Gaetano Azzariti l’ha definita una «truffa contro la Costituzione», sulle pagine del
Fatto Quotidiano di oggi. Ma il fine giustifica sempre i mezzi, ça va sans dire. Quindi nessuno stupore, solo silenzio e servile sopportazione.
Silvio torna in campo, mentre Matteo Renzi mostra così tutta la propria debolezza, andando a cercare di nuovo l’ex compagno di merende, immolando la coerenza sull’altare delle larghe intese. Nessun pensiero agli elettori che lo hanno rimesso a capo della segreteria del Pd senza sapere di questa alleanza prossima ventura: l’importante è essere tornato al comando, non importa in che modo e con quale faccia. 

Tito Borsa

Ho fondato La Voce che Stecca e la dirigo dal 19 aprile 2014. Scrivo ogni mese sul Borghese e ogni tanto sul blog Sostenitore del Fatto Quotidiano. Una laurea in Filosofia all'Università di Padova

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