Lo scoop: a Marco Travaglio interessa fare soldi

Il giornalismo si è risvegliato all’Unità? Il renzianissimo giornale riprende lo scoop del secolo da Italia Oggi e da Libero, scoop che riguarda il direttore del Fatto Quotidiano Marco Travaglio il quale guadagnerebbe circa 125mila euro all’anno per le ospitate una volta alla settimana a Otto e Mezzo su La7. Sull’Unità riprendono i calcoli fatti dal quotidiano diretto da Vittorio Feltri: «Marco Manetta guadagna circa 3.125 euro a puntata. E, si ricorda, la puntata dura circa 45 minuti (anche qui, stando larghi). Ergo, la presenza di Travaglio ad Otto e mezzo vale circa 70 euro al minuto».
La notizia, data come qualcosa di scandaloso, però non si trova. Quanto un privato cittadino venga pagato da un’azienda privata non è affar nostro: se La7 ritiene di poterlo pagare 125mila euro all’anno significa che la presenza di Travaglio porta, in termini di ascolti e quindi di introiti pubblicitari, guadagni ben più cospicui all’azienda. Si chiama libero mercato.
Si trattasse di soldi pubblici, sarebbe lecito interrogarsi sulla moralità di uscite così alte, ma stiamo parlando – lo ripetiamo – di un’azienda privata che non deve rendere conto a nessuno, se non al proprio bilancio, delle scelte che fa. A Marco Travaglio interessa essere pagato per il suo lavoro? È naturale. Al direttore del Fatto interessa essere pagato proporzionalmente ai guadagni che porta al suo datore di lavoro? Anche questo è ovvio.
Che l’Unità attacchi in modo così maldestro un avversario non ci stupisce, ma pare strano che a farlo sia anche Libero che il concetto di libero mercato dovrebbe conoscere bene. 

Tito Borsa

Giornalista praticante. Autore di Un silenzio italiano (Cleup, 2017), studio alla Scuola di Giornalismo della Luiss a Roma. Ho fondato La Voce che Stecca e l'ho diretta fino al 30 settembre 2017.

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