Padova: conti alla mano, potrebbe davvero vincere Bitonci

In vista del ballottaggio padovano del 25 giugno, che vedrà sfidarsi il candidato del centrodestra Massimo Bitonci e quello del centrosinistra Sergio Giordani, proviamo a fare qualche previsione in merito.
I sondaggi a questo proposito sono abbastanza chiari: nonostante gli 11 punti che dividono Bitonci (circa 40%) da Giordani (circa 29%), quest’ultimo figurerebbe vincitore, in virtù del fatto che né gli elettori di Lorenzoni (circa 23%) né quelli pentastellati di Borile (circa 5%) voterebbero mai Bitonci.
A fare la differenza sarà l’astensionismo: da una parte i 5 Stelle che probabilmente non daranno indicazioni di voto, dall’altra Coalizione Civica, i cui elettori generalmente non ritengono Giordani il rappresentante di una sinistra di cambiamento, davvero progressista.
Nel caso limite, del tutto irrealistico, in cui a votare andassero solo gli elettori dei due candidati, ovviamente la vittoria sarebbe di Massimo Bitonci con il 58%; ma altrettanto improbabile è l’altro caso limite, in cui ci fosse la stessa affluenza del primo turno: in questo caso quasi sicuramente vincerebbe Giordani con il 67% dei voti, presumendo che sia Coalizione Civica sia i pentastellati si turerebbero il naso e voterebbero centrosinistra.
Tre anni fa, al primo turno l’affluenza era stata del 70,1% e al secondo turno del 60%; facendo per gioco e senza darci alcun valore scientifico delle semplici proporzioni, possiamo presumere che al ballottaggio del 25 giugno a Padova voterà il 52% degli aventi diritto. Se così fosse, voterebbero circa 85mila dei 164mila aventi diritto. Bitonci si presenta con uno zoccolo duro di circa 39mila elettori (5mila in più di tre anni fa) e quindi gli basterebbero meno di 3mila voti in più per superare il 50%. Un buon bacino da dove attingerli potrebbe essere l’elettorato di Sposato (1520 voti, 1,6%) e di Bordin (537 voti, 0,6%). Per Giordani la situazione si complica perché con circa 28.500 voti ottenuti al primo turno, dovrebbe trovarne altri 14mila, che verosimilmente potrebbero arrivare dai 22mila di Lorenzoni, i quali però non è scontato vogliano votare un centrosinistra in cui non si riconoscono.
Qui siamo ovviamente sul terreno delle supposizioni, di certo c’è solo la distanza di più di 10mila voti che separa Bitonci e Giordani. La partita per il centrosinistra è difficile dal punto di vista strettamente matematico (deve recuperare un divario che potrebbe essere di ben 12 punti), mentre dal punto di vista meramente politico è un’impresa possibile perché – lo ripetiamo – è più facile che gli elettori di Lorenzoni e dei 5 Stelle votino Giordani se l’alternativa è Bitonci. Nel complesso risulta uno scontro equilibrato, in cui alleanze dell’ultima ora potrebbero davvero essere la tanto attesa risposta. 

Tito Borsa

Giornalista praticante. Autore di Un silenzio italiano (Cleup, 2017), studio alla Scuola di Giornalismo della Luiss a Roma. Ho fondato La Voce che Stecca e l'ho diretta fino al 30 settembre 2017.

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