FQ Millennium, la scommessa del Fatto. Intervista a Peter Gomez

Peter Gomez, direttore del FattoQuotidiano.it, da un mese è a capo di Fq Millennium, il nuovo mensile – presente solo su carta – dell’Editoriale Il Fatto. Un giornale che affronta in modo molto approfondito un tema ogni mese: dopo il primo numero dedicato alle droghe (vedi l’immagine qui in alto), sabato scorso è uscito il secondo, che si occupa dell’«uomo forte», in tutte le sue sfaccettature. Oggi che già i quotidiani sono in difficoltà, investire in un periodico può apparire una follia. Proviamo a capire perché Peter Gomez crede così tanto in questo progetto.

Perché un mensile?
La scelta del mensile nasce per riuscire a fare del giornalismo sul pezzo, avere tempo per approfondire, per pensare alle cose, senza mai dimenticare le notizie, perché noi siamo esperti in giornalismo investigativo. Il secondo motivo è che vogliamo dare la possibilità ai lettori di avere a casa qualcosa che speriamo che collezioneranno, ma da leggere anche loro con lentezza, perché le storie che scriviamo sono senza tempo, storie che possono essere oggi ma anche fra sei mesi.

Quali argomenti affrontate?
L’idea è di scegliere quasi sempre argomenti che siano di abituale discussione tra le persone, cose su cui discutiamo per esempio quando siamo a tavola o quando ci vediamo con gli amici; quindi generalmente piuttosto larghi e vasti, ma stando abbastanza lontani dalla politica in senso stretto, cioè dalla politica dei partiti e dei movimenti, stando anche lontani dai grandi argomenti di cui si occupa la cronaca. Per esempio domani ci potremmo occupare di eutanasia, o di religione, tutti temi di questo tipo, che siano di dibattito ma non legati alla stretta contingenza.

I numeri sono monotematici?
Abbiamo un tema di copertina che cerchiamo di sviscerare per tante pagine, con pezzi lunghi. Dopodiché arriviamo volentieri verso il basso, perché le nostre vite sono fatte di alto e di basso.

Perché solo su carta? Farete in futuro un’edizione online?
L’edizione online è esclusa, perché dirigo anche Il Fatto Quotidiano.it. Potremmo arrivare un giorno, se mai decidessimo di andare oltre i quattro numeri, ad avere un’edizione consultabile su mobile o pdf. Sul sito principalmente terremo una pagina vetrina attraverso la quale dialogare con i lettori, ma su questo punto di vista cerchiamo di andare controtendenza, non abbiamo bisogno di essere online, possiamo pubblicizzarci attraverso il sito del Fatto.

Come stanno andando le vendite?
Finora abbiamo solo il dato del primo giorno di uscita del primo numero, ed è andato molto bene: ha fatto circa 45mila copie, cioè quasi 9mila copie in più di quello che fa il sabato Il Fatto Quotidiano. Poi avrà venduto durante il mese, e fra qualche giorno riusciremo a capire quanto.

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