Padova: uniti contro Bitonci, gli elettori capiranno?

In attesa del ballottaggio padovano del 25 giugno, è in parte (in modo alquanto prevedibile) cambiato lo scenario politico: ieri è stata ufficializzata l’unione dell’imprenditore Sergio Giordani, arrivato secondo con il 29% dei voti, e del docente universiario Arturo Lorenzoni, che si è fermato al 23%. Un’unione nel nome dell’essere «civici» di entrambi, accomunati dall’avversario comune, Massimo Bitonci.
«Siamo civici, noi non abbiamo partiti a cui rispondere, ci siamo guardati negli occhi con Arturo ed abbiamo capito che possiamo lavorare insieme. Non ci siamo innamorati, state tranquilli», ha spiegato Giordani ieri pomeriggio durante una conferenza stampa gremita. Gli fa eco Lorenzoni: «Sono orgoglioso di poter partecipare a questo progetto: noi con la Coalizione abbiamo partecipato a questo cammino condiviso. Quello che mi fa piacere è che Sergio ha riconosciuto il valore di questo percorso, inglobandolo nel suo progetto».
Un fronte unico di sinistra, o presunta tale nel caso di Giordani appoggiato anche dal Pd, per scongiurare il ritorno di Massimo Bitonci, che almeno numericamente parte avvantaggiato, avendo bisogno di molti meno voti dell’avversario.
Evidentemente però Lorenzoni e la sua lista, che all’unanimità gli ha dato fiducia anche in questo caso, hanno dovuto digerire un boccone amaro pur di «contare qualcosa» sia durante il ballottaggio sia nel caso in cui Giordani vincesse (si parla del docente universitario vicesindaco): una lista e un candidato indubbiamente di sinistra appoggiano un imprenditore molto apprezzato anche da una certa parte della destra padovana, presente durante la campagna elettorale. Significative le parole del candidato della lista Lorenzoni Sindaco Sergio Frigo, ex giornalista del Gazzettino: «Le alleanze che ha fatto Giordani sono difficili da digerire, per uno di sinistra. E non parlo tanto dell’Ncd, ma di Saia: uno che voleva i vigili armati e coi cani, non può essere organico a uno schieramento di centrosinistra» e ancora «all’interno di Coalizione Civica c’è un’area che farebbe fatica a votare un candidato sostenuto da Saia». Esattamente quello che stavamo dicendo.
E se per Coalizione Civica quest’alleanza s’ha da fare, bisogna vedere cosa ne pensano gli elettori: premettendo che i 5 Stelle non hanno intenzione di dare alcuna indicazione di voto, solo chi ha votato Lorenzoni al primo turno può sostenere Giordani. Capiranno anche i cittadini il motivo di questa unione?

Tito Borsa

Ho fondato La Voce che Stecca e la dirigo dal 19 aprile 2014. Scrivo ogni mese sul Borghese e ogni tanto sul blog Sostenitore del Fatto Quotidiano. Una laurea in Filosofia all'Università di Padova

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