Censurando Filippo Facci aboliamo la democrazia

«La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure», secondo comma dell’articolo 21 della Costituzione italiana. Chiaro, limpido, addirittura ovvio e forse pure banale. Se la stampa è libera, ogni censura non può che essere abolita. Nei giorni scorsi Filippo Facci, famosa firma di Libero, è stato sospeso per due mesi dal Consiglio di disciplina dell’Ordine dei giornalisti della Lombardia, il che significa per due mesi sospensione dalla professione e pure dallo stipendio che da essa deriva.
Il motivo di questo provvedimento è un articolo del 28 luglio 2016 intitolato «Filippo Facci svela il vero volto dell’Islam: “Perché lo odio”». Un commento senza dubbio durissimo, anche violento se vogliamo; un’invettiva contro l’Islam di cui prendiamo qualche stralcio: «Io odio l’Islam, tutti gli islam, gli islamici e la loro religione più schifosa addirittura di tutte le altre, odio il loro odio che è proibito odiare, le loro moschee squallide, la cultura aniconica e la puzza di piedi, i tappeti pulciosi e l’oro tarocco, il muezzin, i loro veli, i culi sul mio marciapiede, il loro cibo da schifo, i digiuni, il maiale, l’ipocrisia sull’alcol, le vergini, la loro permalosità sconosciuta alla nostra cultura, le teocrazie, il taglione, le loro povere donne, quel manualetto militare che è il Corano» e ancora «Odio l’Islam perché l’odio è democratico esattamente come l’amare, odio dover precisare che l’anti-islamismo è legittimo mentre l’islamofobia no, perché è solo paura: e io non ne ho, di paura».
È ovvio che un articolo del genere, volutamente provocatorio, può scatenare reazioni diverse: qualcuno vorrà bruciare ogni singola lettera del pezzo, qualcun altro se lo sarà incorniciato in camera da letto. Ma né la questione qualitativa né quella contenutistica devono importarci: è l’opinione di Filippo Facci, non la nostra. Ma a quell’opinione, se non la condividiamo, dobbiamo poter rispondere esattamente allo stesso modo, senza impedire all’autore di scrivere su Libero per due mesi e per questo lasso di tempo lasciarlo senza stipendio, così impara. Così impara che cosa? A sopprimere le proprie idee perché qualcun altro non le condivide? Ad appiattirsi prono davanti al politicamente corretto?
Dichiarare di odiare l’Islam può risultare insensato, esagerato, estremamente provocatorio, ma rimane comunque legittimo. Facci non attacca una persona in particolare né spinge qualcuno a essere violento verso qualcun altro. Se abbiamo paura delle opinioni, dobbiamo sradicare una volta per tutte il simulacro di democrazia in cui diciamo di vivere.
Noi occidentali ci mostriamo sempre come «superiori» e «avanzati» rispetto ad altri paesi, alcuni dei quali di religione islamica, in cui manca la democrazia. Bene, questa volta l’Ordine dei giornalisti ci ha ricordato (oltre alla sua anacronistica esistenza) che vorremmo anche noi vivere in uno Stato dal pensiero unico, basta che sia il nostro.

Tito Borsa

Ho fondato La Voce che Stecca e la dirigo dal 19 aprile 2014. Scrivo ogni mese sul Borghese e ogni tanto sul blog Sostenitore del Fatto Quotidiano. Una laurea in Filosofia all'Università di Padova

Shares