Padovani, turatevi il naso e votate Sergio Giordani

Mancano 48 ore al ballottaggio padovano fra il candidato del centrodestra Massimo Bitonci e quello del centrosinistra (appoggiato dalla sinistra di Arturo Lorenzoni e endorsato dall’ex An Maurizio Saia) Sergio Giordani. Lo storico scontro destra-sinistra si declina qui nella dialettica politica-imprenditoria e attacco-savoir faire.
Vi abbiamo già abbondantemente parlato di questa campagna elettorale e non siamo soliti dare indicazioni di voto ma per questa volta, in cui c’è in ballo – tra l’altro – la città dove questo blog è nato, facciamo un’eccezione. Per questo urliamo ai padovani di turarsi il naso (e magari anche gli occhi) e votare Sergio Giordani.
Ci piace il candidato del centrosinistra? Non particolarmente: il fatto che non pensiamo che un buon imprenditore sia necessariamente anche un buon politico, l’endorsement del già citato Saia ci rende perplessi, l’unione con Lorenzoni nonostante i dissidi fra i due, e il fatto che si tratti di una coalizione di sinistra ci spingerebbero altrove. Poi però guardiamo chi c’è dall’altra parte e non possiamo che dire: speriamo che vinca Sergio Giordani.
Massimo Bitonci è unfit ad amministrare Padova. E prima che l’ex sindaco ci quereli per questo giudizio, lo invitiamo a leggere com’è finita la causa fra Silvio Berlusconi e l’Economist per la copertina del 2001 che stiamo citando. Litiga con tutti, applica una politica decisionista e accentratrice, rimuove gli assessori: in sintesi, rende la politica l’arte del litigio, invece che l’arte del dialogo.
Sergio Giordani saprà fare di meglio? Non lo sappiamo, ma non è difficile scegliere fra un sicuro disastro e un possibile disastro. Se diventerà sindaco, l’ex presidente del Calcio Padova avrà molte questioni di cui occuparsi, prima fra tutte la conciliazione delle diverse anime che hanno portato alla sua elezione. Non sappiamo se ce la farà, ma almeno una possibilità c’è.
Con Bitonci invece seguiremo il copione degli ultimi anni, in cui l’inconcludenza (vedi il tema del «degrado») regna e re Massimo è il suo portavoce. Padova non si merita questo, Padova si merita una possibilità di rinascere culturalmente, economicamente, socialmente. Lo ripetiamo: questa possibilità forse si realizzerà con Giordani, ma sicuramente non si realizzerà con Bitonci.
Questa è l’opinione solo di chi scrive, sia ben chiaro, ma è altresì vero che il sottoscritto ha avuto abbastanza a che fare con l’ex sindaco di Padova per capire che andrebbe rimandato a settembre in una materia: il confronto politico e ideologico. 

Tito Borsa

Giornalista praticante. Autore di Un silenzio italiano (Cleup, 2017), studio alla Scuola di Giornalismo della Luiss a Roma. Ho fondato La Voce che Stecca e l'ho diretta fino al 30 settembre 2017.

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