Punire i fascisti ci rende molto più fascisti di loro

Basta gadget e ninnoli vari d’ispirazione fascista, basta busti del duce o accendini con il fascio littorio. La proposta del Pd, che trovate riassunta qui a lato, ha scatenato un vespaio di polemiche: dai 5 Stelle che la definiscono «liberticida», a Renzi che gli risponde che liberticida era il fascismo, e poi Salvini che spiega che «Nel 2017 non ha senso il reato di opinione».
Ci è difficile dirlo, ma dobbiamo dare ragione a Matteo Renzi: il fascismo è un’ideologia liberticida, che cozza con qualunque principio di una democrazia liberale e democratica come la nostra. Quel che il segretario del Pd non si è accorto, è che le sue parole danno ragione ai 5 Stelle: se vogliamo differenziarci dal fascismo, sotto il quale vigeva almeno superficialmente il pensiero unico del capo, non possiamo agire nello stesso modo. Punire i fascisti ci rende esattamente come loro: anche noi abbiamo una maggioranza che decide quel che è giusto pensare, vendere o esporre, contando che un busto del Duce – a meno che non ve lo vogliate tirare addosso – non è certo pericoloso.
È importante notare come le posizioni del Pd a favore della proposta Fiano facciano acqua da tutte le parti: Matteo Renzi ha spiegato che «non si può ignorare la Storia. Non si può riscriverla» e, come è evidente a chiunque sia dotato di capacità logica, così il segretario del Partito Democratico non c’entra il punto, perché la bocciatura del ddl non nega certo gli orrori che generò il fascismo. Poi è il turno di Arturo Scotto, che da Sel nei mesi scorsi è passato a MdP: «Liberticidi sono quelli che oggi lo elogiano (il fascismo, ndr)», spiega su Twitter. Ovviamente c’è una differenza fra elogiare una dittatura e l’ideologia da cui essa e nata e trovare aberrante e antiliberale la proposta di Fiano. Ed è proprio di Fiano l’ultimo commento che citiamo: «La mia storia personale c’entra, mio padre Nedo fu portato dalle Ss ad Auschwitz. A me rimane sempre la frase che disse Giacomo Matteotti», ossia «Il fascismo non è un’idea, è un crimine». Fiano fa senza dubbio un po’ di confusione, per usare un eufemismo: 1. ci dispiace per quanto accaduto a suo padre, che ha avuto la fortuna (concessa a pochi) di uscire vivo da Auschwitz), ma è insensato riemergere dopo più di 70 anni facendo leva su un trauma del tempo, sebbene purtroppo le conseguenze siano ancora presenti in chi ha vissuto certe tragedie; 2. ritenere che la sua proposta sia una sciocchezza non significa rivalutare il fascismo, ma – ci scusino i lettori per la ripetizione – solo e soltanto che la sua proposta è una sciocchezza.
Ritenere pericoloso tappare la bocca ai fascisti non significa appoggiarli, questo dev’essere chiaro, bensì ritenere da una parte che abbiano il diritto di avere un busto del Duce e di esporlo, dall’altra che sia più facile controllare ciò che può avvenire alla luce del sole, rispetto a ciò che è costretto alla clandestinità. Negli Stati Uniti abbiamo, per esempio, il Partito Nazonalsocialista Americano e l’Associazione della Formazione Euro-americana, entrambi d’ispirazione nazionalsocialista. Il secondo, addirittura, ogni anno si riunisce in un convegno chiamato «Orgoglio bianco» e si riconosce sotto il motto «Noi dobbiamo assicurare l’esistenza della nostra gente e un futuro per i bambini bianchi». E gli Stati Uniti rimangono una democrazia liberale perfettamente funzionante.
Qualcuno ci dirà che, con questo articolo, abbiamo dichiarato di essere fascisti, quando invece è qualcosa di simile a un atto d’amore per la libertà, che porta anche all’esistenza e all’espressione di idee diversissime dalle nostre, con cui possiamo confrontarci e cercare di demolire, ma attraverso il dibattito e la discussione, non utilizzando la legge.

Tito Borsa

Ho fondato La Voce che Stecca e l'ho diretta fino al 30 settembre 2017. Una laurea in Filosofia all'Università di Padova e molti progetti per il futuro.

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