Ora Matteo Renzi fa politica guardando al passato

«L’Italia deve andare #avanti sulla strada che abbiamo tracciato, tutti insieme», uno stralcio di un post firmato Matteo Renzi fa capire la piega che ha assunto la comunicazione dell’ex presidente del Consiglio: basta proposte, solo rimandi al passato. Il presunto rottamatore era sceso in campo per rinnovare la politica nostrana e ora invece è ancorato ai suoi 1000 giorni di governo, sventolati come un mantra, bastassero quelli a renderlo uno statista. Ma anche il fedelissimo ministro dello Sport Luca Lotti segue la stessa linea: «Era il giugno 2014 quando il Governo guidato da Matteo Renzi lanciava il progetto “Cantieri in Comune”: 200 milioni per progetti infrastrutturali».
È evidente che mancano le proposte, in vista della campagna elettorale e delle politiche dell’anno prossimo, quindi si salva il salvabile mostrando al mondo successi e presunti tali del governo Renzi. Segue l’esempio l’attuale sottosegretaria Maria Elena Boschi che, invitata a presentare a Palazzo Chigi gli investimenti in tema di scuola, continua a riferirsi all’esecutivo guidato da Renzi e non a quello di cui ora fa parte: «Dal 2014, durante i #MilleGiorni, sono state investite più risorse sull’edilizia scolastica che negli ultimi 20 anni: stanziati 9,5 miliardi, di cui 4,7 già destinati agli enti locali, per la messa in sicurezza, la ristrutturazione, l’adeguamento e la costruzione di nuovi edifici scolastici che ospitano bambini e ragazzi dall’asilo al liceo. In questi 3 anni, sono stati aperti più di 7000 cantieri in tutta Italia, più di 5000 interventi sono stati conclusi, 303 nuove scuole sono state finanziate e 209 sono già state completate. Entro la fine di quest’anno, altri 780 cantieri saranno completati». Sembrerebbe una farsa, forse lo è.
Tra riferimenti continui al referendum costituzionale e, come per contrasto, ai suoi successi, Matteo Renzi va avanti guardando indietro. Che sia rimasto a corto di idee e di proposte? Sembra un anziano che ha fatto o vissuto la guerra che racconta quei drammatici giorni ai nipotini: Quand’ero giovane… oppure Erano tempi duri, quelli, incapace di mantenere sì una memoria di quel che è stato, senza però impedirsi di guardare avanti.
Se Matteo Salvini e i 5 Stelle stanno iniziando a fare proposte – condivisibili o meno – nel caso in cui andassero al governo, Renzi cerca di fondare la propria campagna elettorale sul sempreverde voto in virtù di quel che è stato. Il rottamatore non vuole rottamare la propria fallimentare esperienza di governo.

Tito Borsa

Giornalista praticante. Autore di Un silenzio italiano (Cleup, 2017), studio alla Scuola di Giornalismo della Luiss a Roma. Ho fondato La Voce che Stecca e l'ho diretta fino al 30 settembre 2017.

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