Sulle impronte del nonno, a Naxos nel 1943

Nasso
Franco Rampazzo
Cleup – 2017 – 15 euro

Se tutti gli scrittori al loro primo romanzo fossero Franco Rampazzo, ordinario di Analisi Matematica all’Università di Padova, probabilmente saremmo più felici: Nasso è un’opera prima (per quanto riguarda la narrativa) di alto livello. Libero, l’io narrante di questa storia, è un matematico animato da un profondo attaccamento alla memoria del nonno Cesare, che «suonava il pianoforte a orecchio» e gli aveva trasmesso l’amore per la musica. Nel 1943 Cesare aveva fatto parte del contingente di occupazione dell’isola greca di Naxos – Nasso per gli italiani – ma poi aveva avvolto quell’esperienza nel mistero.
A Naxos Libero indaga per alcune settimane per poi spostarsi negli Stati Uniti, mentre la narrazione oscilla fra il presente e il tragico periodo della seconda guerra mondiale. Nella permanenza americana, il matematico incontra Selene: la donna vive in Pennsylvania e, dopo un’iniziale esitazione, collabora con entusiasmo allo sforzo di Libero di far luce sul passato del nonno. Oltre a Cesare, nell’isola sconvolta dalla guerra, incontriamo Robert Von Hoffmann, un colto musicista anglo-tedesco di origine ebraica e la bella Maria, una maestra del luogo. Rampazzo ci racconta anche di una vicenda d’amore che riemerge lentamente dalla Naxos della metà degli anni ’40, una vicenda condita con un colpo di scena finale che riannoda passato e presente.
Franco Rampazzo riesce a tenere il lettore incollato a ognuna delle 197 pagine che compongono Nasso: la sua è una narrazione di gran classe, sempre «sul pezzo», mai noiosa o ripetitiva. Leggendo il romanzo, ci siamo sentiti anche noi parte di questa storia che collega passato e presente, Grecia, Italia e Stati Uniti. Dalla bella copertina che vedete qui a lato, fino al colpo di scena finale, Nasso è tutto una piacevole sorpresa, un piccolo gioiello che dovrebbe stare di diritto nella vostra libreria. 

La Voce che Stecca

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