Muoiono 14 persone e Salvini non riesce a stare zitto

«Morire a 35 anni, passeggiando tenendo per mano il figlio di cinque anni, sotto gli occhi della compagna e della bimba di sette mesi. Buon viaggio Bruno, spero che il tuo sacrificio non sia vano e che i tuoi figli possano crescere in un mondo migliore, ricordandosi del loro papà. Io, da papà prima che da politico, ce la metterò tutta». Matteo Salvini non poteva esimersi dal commentare in modo del tutto inappropriato l’attentato terroristico avvenuto giovedì pomeriggio a Barcellona. Se in casi come questi l’unica cosa intelligente da fare sarebbe rimanere in silenzio rimandando anche solo di un giorno le polemiche, Salvini non può fermarsi, è più forte di lui.
Il segretario della Lega è lo stesso che, pochi minuti dopo che la notizia dell’attentato aveva iniziato a girare sulle agenzie di stampa e sui social, scriveva: «Furgone contro la folla sulle Ramblas a Barcellona, secondo testimoni ci sono morti e feriti, i giornali spagnoli parlano di “attentato”. Chi saranno i criminali?». E ovviamente qualcuno dei suoi fan coglie l’occasione per dire la sua: «Il primo passo è vietare l’islamismo in Europa. I terroristi non avrebbero appoggi e non si potrebbero organizzare». Il nesso fra causa ed effetto è semplicemente inesistente.
Salvini non può stare zitto, assetato com’è di consenso, e noi – probabilmente sbagliando – diamo ulteriore visibilità alle sue parole, ma è difficile leggere cotante sciocchezze e rimanere impassibili. Soprattutto perché danno il «la» ad altre idiozie, come quella scritta da una tal Sara in un commento: «Ho 5 figli e mi terrorizza l’idea di uscire tutti insieme e di poter non fare ritorno a casa… rivoglio la mia libertà e il mio paese», concludendo con una lunga fila di punti esclamativi che omettiamo per pudore.
A Salvini non interessa andare a fondo di un problema che c’è e che si chiama terrorismo, l’importante è mimetizzarsi nel pensiero del volgo del web, mostrarsi uno di loro, anche a costo di unirsi al coro di chi, anziché esaminare in modo lucido e razionale quanto è accaduto, preferisce dare la colpa a qualcuno di diverso da se stesso. Magari questa è la nuova vera politica, ma comunque ci fa schifo. 

La Voce che Stecca

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