Solfrini, il cantautore fra rock e wave, in stile Rem

Véstiti male
Davide Solfrini
New Model Label – 2017

Torna Davide Solfrini, cantautore che vive fra la Romagna e le Marche: «Véstiti male» è una raccolta di sei brani in cui prosegue il suo poetico viaggio dalle sonorità rock e wave nella canzone d’autore italiana. Si parla ancora di un mondo cinico e tutt’altro che amorevole, dove i personaggi mostrano tutti i lati più spigolosi della loro umanità.
A partire dalla decisa Portiere notturno, uno sguardo sul mondo del lavoro e sulla vita al ribasso dei giorni nostri con una ripresa in soggettiva e claustrofobica, per arrivare a Una volta ero un uomo diverso, quando si ritorna sempre a fare piccoli ma mai scontati bilanci interiori in chiave pop e malinconica. La ricchezza dei testi è accompagnata da una diversa cura negli arrangiamenti dove, insieme a chitarre in stile Rem e Smiths, compaiono inserti di elettronica, synth e archi. L’album è stato realizzato con la collaborazione di Cristian Bonato, poi c’è l’impeccabile batteria di Tommy Graziani e gli archi di Federico Mecozzi su Un giorno piove mentre il mastering è opera di Giovanni Versari.
Ma la padrona dell’albergo di Portiere notturno è solo la prima delle voci che si accaniscono a gridare la loro; Cose buone è un rimprovero interiore in una mattina prima di andare al lavoro, mentre nella canzone che dà il nome all’album l’intero sistema diventa naïf e privo di senso e la rabbia diventa divertente e scanzonata. Solfrini non si pone su un piedistallo al di sopra degli altri, ma mostra al mondo le stesse debolezze di chiunque e sembra addirittura andarne fiero. Ormai la salvezza, o qualcosa di simile, è possibile solo in una fuga metaforica e interiore dove si riesce a trovare un po’ di quell’umanità e di quei sentimenti che sono nascosti altrove. 

La Voce che Stecca

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