Stupro di Rimini, ecco che tirano in ballo la Boldrini

Già è terrificante quanto avvenuto a Rimini, con lo stupro di una ragazza e di una transessuale, e il pestaggio del fidanzato della prima; a rendere ancor più spaventosa la situazione c’è tutta la discussione di «contorno»: anziché tacere e magari sperare che le vittime possano quanto prima riprendere una vita normale, politica e social network continuano a vaneggiare.
Una dei protagonisti è Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, che ha dichiarato: «Veramente Laura Boldrini, la donna che ricopre il più alto incarico della Repubblica Italiana, non ha nulla da dire sui gravissimi stupri di Rimini commessi da un branco di vermi magrebini» e ancora «Veramente, in nome della difesa ideologica dell’immigrazione di massa, è disposta ad accettare la violenza sessuale come un “male necessario” del multiculturalismo?». Laura Boldrini, com’è lampante, con il dramma degli stupri di Rimini non c’entra assolutamente nulla, ma viene comunque tirata in ballo, non esita a definire – intervistata da La Repubblica – la polemica della Meloni una «degenerazione del dibattito politico». E come si può darle torto.
Un’altra persona a cui, per usare un eufemismo, il caldo deve aver fatto male, è Abid Jee, mediatore culturale 24enne di Crotone e studente di giurisprudenza a Bologna, che ha commentato la vicenda su Facebook con queste parole: «Lo stupro è un atto peggio ma solo all’inizio, una volta si entra il pisello poi la donna diventa calma e si gode come un rapporto sessuale normale». Al di là degli errori di sintassi, il senso è chiaro. Fortunatamente è stato sospeso dalla cooperativa sociale dove lavorava.
Infine è il turno di Saverio Siorini, segretario cittadino salviniano di San Giovanni Rotondo (Foggia), che si è chiesto: «Ma alla Boldrini e alle donne del Pd, quando dovrà succedere?». La toppa, ossia la «rettifica», è peggio del buco: «Capisco che il mio post è stato frainteso e anche strumentalizzato a favore di qualcuno, ma è tanta la rabbia per questa giovane donna stuprata, e il silenzio della Boldrini e di tutte le femministe (che hanno preferito accanirsi su di me), che non ci ho visto più. Ovvio che non era mia intenzione augurare il male a nessuno, ma con questo non cambio idea: auguro una castrazione chimicaa tutti gli stupratori e la rabbia del popolo a tutti i complici del Pd». Un bel modo di prendersela con gli stupratori: augurare la stessa violenza a Laura Boldrini.

La Voce che Stecca

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