La «Buona Scuola»: arriva il secondo capitolo

Altri importanti cambiamenti hanno scosso il mondo della scuola: non ci saranno più bocciature alle elementari e alle medie.
Questa è la novità principale della seconda parte della Buona Scuola: il governo ha deciso di approvare otto deleghe su nove, decidendo di rigettare solo la revisione del Testo Unico dell’Istituzione. Dunque la riforma, cominciata da Stefania Giannini, verrà portata a termine da Valeria Fedeli, ministro su cui si è discusso molto nei mesi passati per aver mentito sui suoi titoli di studio.
Per l’infanzia, e in particolare per i bambini dagli 0 ai 6 anni, la riforma è stata ultimata da Francesca Puglisi e dovrebbe portare all’apertura di nuovi centri per l’istruzione e alla concessione di 200 milioni. In più per poter insegnare in queste strutture da oggi in poi sarà espressamente necessaria la laurea.
Uno dei punti più interessanti, che porta il nome di Davide Faraone, richiede sia una maggiore specializzazione per i docenti di sostegno, sia prevede un periodo di permanenza maggiore, al fine di semplificare la situazione scolastica per i bambini che necessitano dell’insegnante di sostegno. Inoltre al fine di perseguire l’obiettivo il governo ha pensato di smaltire le procedure di accertamento necessarie a fornire un docente di sostegno nelle strutture scolastiche.
La manovra promette anche di accorciare l’iter di assunzione per il corpo docente. Le regole di assunzione, che sono cambiate frequentemente negli anni, potrebbero portare a un solo concorso per concedere l’abilitazione necessaria per l’insegnamento, proponendosi di eliminare il Tfa e di preparare lo studente all’assunzione grazie a un tirocinio triennale da seguire durante l’università.
Tuttavia ancora non è chiaro come si raggiungeranno questi risultati e sulla questione le idee sembrano essere nebulose.
Un ulteriore cambiamento riguarda le scuole d’italiano all’estero che verranno riordinate, cercando di rendere omogenei i programmi scolastici. Un’altra novità importante riguarda inoltre la graduatoria con cui gli studenti potranno accedere alla concessione delle borse di studio, il metodo di analisi e classificazione verrà modificato in futuro.
Tuttavia il cambiamento più radicale di tutti è quello che elimina le bocciature.
Secondo la nuova legge alle elementari non sarà più possibile bocciare nessun alunno, a meno di abbandono scolastico o di scarsa frequenza dovuta a troppe assenze, inoltre l’eventuale bocciatura sarà attuata solamente nel caso di unanimità del collegio docenti. Per le prove invalsi, invece, si aggiungerà in seconda e in quinta elementare anche la prova di inglese.
La situazione è analoga per la scuola media: si potrà bocciare solamente in casi gravi e con adeguata motivazione da parte degli insegnanti, e solamente per gravi infrazioni disciplinari o per mancata acquisizione delle nozioni necessarie in una o più discipline.
In entrambi i casi sarà possibile promuovere anche con insufficienze gravi, a patto che la scuola possa disporre di specifici corsi di supporto per colmare le lacune dell’alunno.
Inoltre le prove invalsi non incideranno più nella valutazione finale, ma la partecipazione garantirà l’ammissione agli esami di terza media, che dall’approvazione della riforma in poi saranno costituiti solamente da italiano, matematica e lingue. L’esame prevedrà anche un colloquio, nella quale non sarà più necessaria la presenza di un presidente esterno, in cui verranno premiati soprattutto i risultati della carriera scolastica: il voto finale sarà la media tra il voto di ammissione e quello derivante dalle prove svolte.
Ancora non si sanno precisamente quali saranno le conseguenze della riforma, ma dalle premesse sembra che le modifiche cambieranno sicuramente il mondo dell’istruzione.

Luisa Bizzotto

Studio all'Università di Padova Ingegneria Chimica e dei Materiali. Scrivo per La Voce che Stecca dal 16 luglio 2015 e su queste pagine mi occupo di cultura, scienza, musica e sport.

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