Stupri di Rimini: basta la bufala di un bitonciano per eccitare gli webeti

Ancora stupro di Rimini e ancora violenza, ma questa volta verbale e virtuale sulla notizia e su chi – come ha fatto ieri chi scrive – ha cercato di riportare la discussione su un piano razionale. Ve ne avevamo già parlato ieri, ma la parte che riguarda direttamente il sottoscritto ha origine da un post su Facebook, dove il consigliere comunale leghista a Padova Alain Luciani riporta quella che si è rivelata essere poi una bufala: in seguito alle ferite riportate, la ragazza stuprata a Rimini non potrebbe più avere dei figli. Luciani, come vedete qui sotto, propone di processare i responsabili per strage, magari riferendosi ai bambini che non sarebbero mai nati, se la notizia fosse stata vera.

Ecco subito il signor Gianni che sentenzia «Brutta figura del nostro Paese», e il signor Celestino lo appoggia, nonostante la grammatica sbilenca: «Tuta (sic!) colpa di questo governo, di schifosi parassiti è una vergogna, x il mondo». La soluzione invece la trova Eleonora: «L’unica pena senza sconti è l’esportazione delle palle e anche del pisello». Sempre le solite amenità, insomma.
Risulta invece aberrante lo scambio che vi riproponiamo qui sotto.

Censuriamo i cognomi e le foto profilo di questi signori più che altro per rispetto a coloro che li conoscono. Sono i soliti soggetti che, a forza di parlare con lo stomaco, hanno uniformato la parola al prodotto della digestione. Rifiutano ogni discussione, rappresentano l’annientamento del logos, gli assassini del ragionamento. Tant’è che, quando qualche sventurato – in questo caso il sottoscritto – cerca di farli ragionare, eccoli pronti con la frase fatta: «Non ho voglia di perdere il mio tempo», come se io avessi voglia di leggere le loro idiozie, che rendono farsa una tragedia.
Lo Stato moderno applica la legge: se una norma viene violata, ecco la sanzione. Non esistono punizioni ad hoc, come magari esistevano nel medioevo, quando – per esempio – un sovrano decideva a sua discrezione la sanzione da dare. E in uno Stato moderno non deve esistere la tortura. 

La signora Eleonora, invece, parla di «assassini», riprendendo la bufala diffusa da Luciani e dà la colpa, rieccola, al «governo Pd» che «deve pagare» per gli stupri di Rimini. Siamo alla frutta. E pensare che è tutto nato da una notizia falsa.

Tito Borsa

Ho fondato La Voce che Stecca e la dirigo dal 19 aprile 2014. Scrivo ogni mese sul Borghese e ogni tanto sul blog Sostenitore del Fatto Quotidiano. Una laurea in Filosofia all'Università di Padova

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