Rivoluzione veg: non serve la carne per trovare la vitamina B12

Forse quasi nessuno nutre dei dubbi sul fatto che i vegani donano a vacche, maiali, conigli, ecc. un’esistenza più dignitosa e, inoltre, scevra dall’incombente terrore dell’uccisione, di cui, al contrario di ciò che pensa chi ancora non lo ammette, questi esseri senzienti sono pienamente consapevoli. Di contro, sull’effettivo apporto benefico alla salute dell’uomo il dibattito è molto acceso.
Vengono, così, puntati i riflettori sulla reperibilità delle proteine, sulle fonti di assorbimento del ferro, ma, sicuramente, niente può battere l’indisponibilità di vitamina B12 nella lista delle argomentazioni presentate dagli onnivori radicali contro chi si alimenta attraverso cibi vegetali e nient’altro.
Ebbene sì, il nostro bagaglio culturale si è arricchito con la conoscenza di una vitamina che, in precedenza, non pareva degna del grande pubblico.
Anche denominata cobalamina, si concentra in alimenti animali e derivati. La carne di manzo ne è molto ricca, giungendo a contenerne 100 µg all’etto, una quantità consistente. Anche da molluschi come le cozze e da pesci come sgombro e sardine è possibile attingerne una buona dose, mentre uova e i formaggi ne sono un po’ più poveri.
La sua azione, seppur spesso sottovalutata, è preziosa, di conseguenza, un’assunzione limitata o, addirittura, assente può condurre a gravi ripercussioni sul nostro organismo. Infatti, si può incorrere in importanti anemie e gravi conseguenze sul sistema nervoso.
Sebbene si possa verificare questo deficit pure in soggetti onnivori, secondo quanto riportato rischia maggiormente chi rinuncia assolutamente a sostanze animali. È diffusa, infatti, l’idea che, se le proteine si reperiscono, comunque, da legumi e soia e il ferro da verdura a foglia verde abbinata a vitamina C, la B12 è, invece, irreperibile in frutta e verdura.
Giunge in scena, però, il dottor Ciro Vestita a distruggere le nostre convinzioni. Medico dietologo e fitoterapeuta, è da anni ospite della trasmissione di Rai Uno Linea Verde, in onda la domenica all’ora di pranzo. Nella puntata di domenica 10 settembre, il medico è stato incaricato di narrare le benefiche proprietà del fungo ganoderma lucidum: tra queste – incredibile – proprio la notevole presenza della vitamina B12!
Secondo questo scienziato, infatti, sarebbe sufficiente inserire nei propri pasti il suddetto fungo due volte a settimana per soddisfare il fabbisogno di B12 del nostro organismo. Insomma, se così fosse, i tanti convinti carnivori avrebbero una scusa in meno per non mollare la bistecca e i veg non dovrebbero avvalersi di integratori.
Certamente, quanto affermato da Vestita può non trovare tutti d’accordo all’interno della comunità medica, ma riapre una partita che finora sembrava essere dominata 3-0 dai sostenitori della dieta tradizionale.

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