Giornata delle vittime dell’immigrazione. Grasso: «Accogliamoli tutti»

Si è celebrato il 3 ottobre il doloroso anniversario di una delle più penose tragedie consumatesi sulle nostre coste, vale a dire la strage di migranti di Lampedusa, divenuta simbolo delle morti di clandestini nelle acque del Mediterraneo tanto da portare a istituire proprio in questa data la Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione.
Come certamente rammenterete, si trattò di un disastroso naufragio che cagionò il decesso di 368 persone, ma probabilmente ancor di più, dal momento che si registrarono anche circa 20 dispersi. Come naturale che fosse, una simile sciagura creò, nell’opinione pubblica, grande sdegno ed empatica partecipazione, nel mondo politico, motivo di accesi scontri, strumentali o sinceramente interessati alla causa sta all’elettore giudicare.
Anche a distanza di quattro anni, ricordando questo avvenimento, i nostri politici hanno colto l’occasione per rilasciare dichiarazioni e avanzare proposte sul controverso tema dell’immigrazione. In particolare, ci soffermiamo su quanto espresso dal Presidente del Senato Piero Grasso: «Non solo chi scappa dalla guerra, ma anche coloro che fuggono dalla povertà, dalla fame, dalla negazione dei diritti umani hanno il diritto d’asilo». Per avvalorare il suo pensiero, la seconda carica dello Stato si è rifatto all’articolo 10 della nostra Carta fondamentale, attraverso il quale viene sancito il diritto d’asilo allo straniero a cui è impedito l’esercizio delle libertà garantite dalla Costituzione.
L’ex magistrato auspica che siano ampliati i requisiti per l’ottenimento dello status di rifugiato, i quali, attualmente, sono piuttosto rigorosi e da comprovare tramite articoli di giornali, fotografie, documenti ufficiali, comunque sempre legati a persecuzioni e conflitti bellici e non a ragioni strettamente economiche. Finora, queste restrizioni hanno fatto sì che solo il 4% delle richieste inoltrate fossero effettivamente riconosciute.
Un abbattimento di questi paletti andrebbe a svilire il concetto di rifugiato, in quanto non differenzierebbe più il perseguitato da un classico migrante economico, seppur anche quest’ultimo sia titolare di lecite speranze di miglioramento delle sue condizioni di vita. Se non sul piano delle tutele straordinarie che dovrebbero essere estese, il problema si concretizzerebbe nei numeri abnormi di immigrati che dovremmo accettare nel nostro Paese, forse, da come la delinea Grasso, la totalità dei clandestini che raggiungono l’Italia.
Ora, il sogno di uno stato che raccoglie ogni sfortunato del pianeta è un’immagine che ci scalda il cuore in questi primi freddi autunnali, ma sarebbe come invitare una famiglia del sud, di quelle con trenta zii e sessantacinque cugini, in un monolocale, per giunta con poche sedie pure poco stabili e col frigo semivuoto.
Insomma, prima di aprirsi indiscriminatamente, si dovrebbe provvedere a rendere vivibile e accogliente la nostra casa, in primis per chi già ci abita. 

La Voce che Stecca

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