Il Pd di Bologna contro il Ceta. Silenzio a livello nazionale

Apprendiamo che migliaia di comuni e, in generale, di enti territoriali, in tutta Europa, hanno fatto sentire la loro voce e affermato la loro contrarietà al Ceta. Per chi non ne avesse ancora sentito parlare (comprensibile, data la penuria d’informazioni a riguardo), ci riferiamo al trattato di libero scambio tra UE e Canada, entrato in vigore, al momento solo provvisoriamente, lo scorso 21 settembre. L’ultimo passaggio che occorre è la ratifica definitiva da parte dei Parlamenti nazionali dei ventotto paesi membri dell’Unione Europea.
Possiamo considerare il Ceta come il fratello gemello del TTIP, il quale segnava lo stesso tipo di legame, ma con gli Stati Uniti. Tra gli elementi in comune, emerge la segretezza di questi accordi, tenuti ben celati poiché riguardano potenti soggetti privati come le multinazionali; infatti, solo pochi parlamentari ed europarlamentari hanno potuto visionare questi scritti, in un luogo protetto e senza la possibilità di riprodurre in alcun modo i documenti in questione: insomma, i cittadini devono essere tenuti all’oscuro. Certamente, se il popolo sapesse, non sarebbe contento di andare incontro a rischi per la salute, dato che non vigerà il principio di precauzione, non gioirebbe del fatto che il Made in Italy non sarà tutelato dalla contraffazione estera e che gli stati nulla potranno contro le multinazionali, le quali potranno citarli in giudizio se, in qualche modo, lederanno i loro interessi, magari per difendere quelli della gente comune.
Come anticipato, però, anche tra le istituzioni c’è chi si oppone; tra questi, il Comune di Roma, che non ci sorprende, dal momento che il M5S ha sempre promosso l’informazione sul Ceta e si è opposto a esso fin dall’inizio. In particolare, l’europarlamentare Tiziana Beghin, che ha potuto accedere agli atti in oggetto, ha girato l’Italia per diffondere consapevolezza sul tema.
Ci spiazza, al contrario, Bologna, comune notoriamente guidato dal sindaco del Partito Democratico Virginio Merola; ebbene, il Consiglio Comunale ha approvato all’unanimità una mozione Stop Ceta.
Questi, pur essendo piccoli segnali, possono dare un messaggio sull’idea che i territori, quelli che poi sarebbero concretamente colpiti, hanno di questi patti sottobanco.
Perciò, dopo questo primo passo compiuto da uno dei suoi amministratori locali, attendiamo una forte presa di posizione del Partito Democratico, in quanto partito alla guida del Paese e forza politica che conta milioni di elettori. Vogliamo sapere, in sostanza, se Merola ha agito in contrasto col Pd, o è stato solo un precursore, pretendiamo di apprendere se il Pd si schiera a fianco dei cittadini o preferisce arrendersi alle multinazionali.

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