Padova e il nuovo auditorium: i sindaci senza lungimiranza

Sempre più spesso sentiamo parlare di opere incompiute nei nostri territori.
Queste situazioni si vengono a creare per una mancata visione a lungo termine della classe politica dirigente, una deficitaria programmazione pluriennale che si fa sentire all’interno del tessuto urbano. In più, a ogni cambio di amministrazione, se a vincere è lo schieramento che era all’opposizione nella consiliatura precedente, la voglia di distruggere tutto il lavoro già svolto sembra essere irrefrenabile. Mi soffermo su questo punto: il repentino cambio di idee ogni 3-4 anni è causa di sperpero di denaro pubblico, un’infinità di progetti pronti che non vedranno mai la luce, anche (purtroppo) per protrarsi della crisi. Tali situazioni, spesso, hanno come conseguenza il degrado di aree ormai abbandonate.
Consideriamo, ad esempio, la città di Padova: è il caso del famoso e mai costruito Nuovo Auditorium, che doveva essere una struttura innovativa in grado di ospitare eventi internazionali in una posizione strategica, a metà tra la stazione ferroviaria e il centro città. E’ il periodo della prima amministrazione di centrosinistra di Zanonato.
Inizialmente previsto nell’area di Piazza Eremitani, erano stati presentati vari progetti ed era stato svolto il concorso, come da prassi. Corre l’anno 2007. Purtroppo il vincitore (Cecchetto, di Venezia) non ha mai avuto vita facile, complice un progetto non molto convincente dal punto di vista urbanistico e dai costi troppo alti.
Poi è stata la volta di un secondo progetto, ma neanche questo è andato a buon fine: secondo alcuni esperti l’area non era adatta perché i lavori potevano compromettere la Cappella degli Scrovegni di Giotto, dunque si è dovuta trovare un’altra collocazione.
Nasce quindi la possibilità, nel 2013 (al secondo mandato di Zanonato) di farlo a Piazzale Boschetti , ex stazione delle linee di autobus extraurbane, che ad oggi è area di parcheggio.
Invece siamo ancora punto e a capo, sono sorti problemi con due palazzine da abbattere che hanno il vincolo della soprintendenza e infine, come se non bastasse, la nuova amministrazione di centrodestra, eletta nel 2014 ha giudicato di nuovo troppo costosa la costruzione. Nessuno è riuscito a venirne a capo e, abbandonata definitivamente l’idea, si è aperto l’ennesimo concorso di idee per riqualificare il piazzale.
Ora sembra che venga fatto un parco, per volere dell’amministrazione Bitonci. Tuttavia, neanche a dirlo, con la caduta della giunta e la nuova amministrazione di centrosinistra si è di nuovo rallentato l’iter dei lavori. Vedremo cosa succederà.
Insomma, per decidere cosa fare di uno spazio sarebbe opportuno avere lungimiranza sia dal punto di vista urbanistico che economico, magari coinvolgendo i cittadini in un percorso pubblico di audizioni, come è stato fatto più volte in alcune città europee, in modo da non ribaltare ogni pochi anni le carte in tavola sprecando tempo e soldi. Inoltre, molte volte i problemi si possono prevedere in anticipo e non a lavori già iniziati, con l’intera macchina burocratica già in moto.
Non resta che affidarci al buonsenso di chi amministra.

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