Alternanza scuola-lavoro si fa nei call center

Tra le incredibili innovazioni regalateci da Renzi e il suo Governo, annoveriamo l’alternanza scuola-lavoro. Il monte ore da raggiungere varia da istituti professionali a licei. Infatti, i ragazzi frequentanti i primi sono chiamati a prestare servizio per un totale di 400 ore, mentre gli iscritti a Classico, Scientifico, ecc. solo la metà.  Parliamo di lavoro, ma, se consideriamo tale solo una prestazione eseguita in cambio di una degna retribuzione, allora questa non è la definizione che più si addice all’oggetto in questione. Infatti, ai giovani coinvolti non viene corrisposto nemmeno un centesimo, nonostante siano in dovere di tenere la stessa condotta di veri e propri dipendenti.
Eppure, i numeri a riguardo sono esorbitanti: 96% di scuole aderenti, 652641 studenti delle classi terze, quarte e quinte che hanno vissuto quest’esperienza (dati relativi all’anno scolastico 2015/2016 disponibili sul sito del MIUR). Tuttavia, non vi lasciate impressionare: per quanto assurdo possa sembrare questo palese sfruttamento, esso deve obbligatoriamente essere messo in atto, poiché né i professori né gli alunni hanno la facoltà di opporsi (resta, ergo, un mistero quel 4% di istituti che, fortuna loro, l’hanno fatta franca), anche perché i crediti connessi sono indispensabili per l’ammissione all’esame di maturità. Questo non vale solo per i corsi di studio a indirizzo professionale, naturalmente votati a una formazione più pratica, ma anche per quelli liceali, da sempre caratterizzati da un approccio più teorico che mira a una preparazione molto ampia che dovrebbe consentire un accesso più agevole alle facoltà universitarie. Per cui, questi adolescenti si vedono portati via- osiamo dire- con la forza dai loro libri per venire usati come risorse a costo zero nelle imprese più disparate, senza potere scegliere- come tutti hanno fatto finora- se mantenersi con un lavoretto extra adeguatamente stipendiato oppure no: qui devono fare gli schiavi punto e basta. Inoltre, i diretti interessati sostengono che questo comporta un rallentamento del programma didattico, in quanto sovente avviene durante le mattinate in cui ci sarebbe lezione in classe.
Numerosissime sono le aziende, anche multinazionali, che hanno colto al balzo questa strabiliante opportunità di creare profitto senza sborsare un euro; ricordiamo, tra le altre, infatti, Autogrill, Mc Donald’s, ma anche Confcooperative, emblema del lavoro a ritmi disumani. Ora, per completare il quadro, si aggiungono pure i call center. A Roma, il Liceo Newton ha stipulato una convenzione con  la R.R. srl. Gli studenti, posti in questa condizione, peraltro verbalmente maltrattati dai loro cosiddetti tutor, si sono attivati per ribellarsi e, anche grazie all’aiuto della Rete degli Studenti Medi del Lazio, sono riusciti a fermare questo vergognoso progetto il quale, però, è ancora in corso presso l’Aristotele, sempre nella Capitale, dove i ragazzi si stanno a loro volta mobilitando per far sì che il Dirigente Scolastico stracci quest’accordo.
Assistiamo alla svendita di carne fresca da parte di uno Stato che strizza sempre l’occhio al capitale, con la scusa di una valenza formativa che proprio non emerge . Ci rallegriamo, tuttavia, della consapevolezza di questi giovani che non chinano il capo.

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