Anche gli animali vanno a scuola

«C’è la scuola, c’è la scuoooola…» è il pensiero di qualunque bambino di sei anni dal 10 settembre in poi, quando la mattina è costretto a prendere lo zainetto, sistemarsi e arrivare in classe insieme ai compagni. Mentre escono salutano il cagnolino, il micio o il pesce rosso pensando: «Che bella vita, per chi non ha bisogno di andare a lezione, li invidio». Mai pensiero fu più sbagliato: gli animali sociali, ossia quelli adattati a vivere in branco, possiedono un sistema di educazione anche molto più severo del nostro visto che la materia preponderante è la sopravvivenza.
Partiamo da un caso conosciuto sia agli infanti che ai genitori: ricorderete tutti i primi minuti di «Alla ricerca di Nemo», il classico della Pixar. La prima cosa che il pesciolino protagonista fa appena sveglio è andare a scuola, o, in termine scientifico,«schooling fish». Tuttavia, la lezione non consiste in una gita al seguito di una razza (per quanto l’idea non dispiaccia) ma di un’educazione fondamentale allo spostamento in banco, alla sincronizzazione. I banchi di pesci, fitti affollamenti di animali che si muovono come una singola entità, sono il sistema di sicurezza primario contro i predatori: più si è, più è facile confonderlo, o addirittura minacciarlo, dato che da lontano la massa aggregata può assomigliare ad un grosso animale. A patto, certo, che ogni componente sia perfettamente sincronizzata con gli altri nei movimenti; perché questo sia possibile sono necessari un addestramento curato nei dettagli e molta attenzione. Potremmo pensare a un plotone dell’esercito a ranghi serrati, anche se disarmato, oppure, alle formazioni a testuggine dell’esercito romano, anche queste basate su una coordinazione precisa al millimetro.
Il termine «schooling» deriva dal fatto che i movimenti del banco di pesci sembrano orchestrati da un unico regista, un maestro insomma, anche se in realtà ogni pesce si fa guidare dagli individui prossimi emulandone il moto. Ogni pesce ha degli speciali sensori assenti nelle specie terrestri, chiamati organi della linea laterale, denominati così poiché decorrono sul fianco dell’animale. Questi recettori consentono di percepire le variazioni della pressione dell’acqua e quindi di mantenere fisso il rapporto tra velocità e distanza dai compagni del banco, poiché il volume d’acqua spostato nel nuoto deve restare costante nel movimento di ciascuno, in modo che il banco resti uniforme. Perché la cooperazione di questo tipo risulti efficace, gli individui iniziano già da giovani lo schooling (altro parallelismo con la scuola tradizionale). I piccoli sono infatti più propensi a organizzarsi in banco rispetto a individui adulti, che si vedono come rivali e possono arrivare alla contesa per le risorse.

La Voce che Stecca

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