Vi porto in Giappone attraverso i libri

È una pena, forse la più severa, quella di avere una gran voglia di viaggiare e non avere un centesimo in tasca. Credo allora che tra le cose legali che si possano fare per allegerire questo senso di saudade, di tristezza e nostalgia per luoghi non visti, ma che ci ancorano nel cuore, sia andare in libreria e fare una bella scorpacciata di libri.
Quindi oggi, sempre per la serie «consigli non richiesti», vorrei portarvi in Giappone attraverso la mano di cinque autori.
Vorrei iniziare con la grande arte dei mandaka giapponesi. Uno degli ultimi manga usciti si intitola «Happiness» di Shuzo Oshimi (Planet Manga), ma a tutto allude fuorché alla felicità. Parla difatti di vampiri. Le tavole sono a mio parere molto belle, in Italia uscirà una volta al mese, in Giappone ne sono già usciti diversi. Per gli amanti del genere potrebbe risultare promettente.
Allontanandoci dai manga, ma seguendo un filo improntato sulla violenza Battle Royale di Koushun Takami è sicuramente un must per tutti coloro che hanno amato la celebre saga di libri e in seguito di film «Hunger Games». La trama è in pratica molto simile: un gruppo di ragazzi, una lotta all’ultimo sangue, un unico vincitore. Esce in Giappone nel 1999, ora si può trovare nell’edizione de La Piccola Biblioteca Mondadori.
Come non citare Murakami Haruki, ormai famosissimo. Di lui vorrei solo consigliare una serie di racconti improntati sulla figura femminile: «Uomini senza donne» (editore Einaudi Super ET). Non aggiungo nulla poiché ora arrivano due grandissimi autori giapponesi;
Yukio Mishima ha scritto moltissimi libri ed è uno degli scrittori giapponesi più affermati. Uno sei suoi libri più conturbanti è sicuramente «La scuola della cane», in cui una donna bella e facoltosa seduce un giovane ragazzo e da lì parte una spirale erotica e, addirittura, quasi morbosa. I libri di Yukio Mishima sono editi in Italia dalla casa editrice Feltrinelli.
L’ultimo libro che vorrei proporvi è «La casa delle belle addormentate» di Yasunari Kawabata, premio nobel per la letteratura nel 1968. Il libro parla di una casa chiusa all’interno della quale le ragazze vengono drogate in maniera tale che si addormentino di un sonno profondissimo e gli uomini possano far loro ciò che più desiderano, salvo lasciar loro segni addosso o avere rapporti di penetrazione. Sia Yukio Mishima che Yasunari Kawabata sono morti suicidi, ma non senza prima averci lasciato un corpus di scritti di grande spessore.
Non cito nomi come Natsuo Kirino con  «Le quattro casalinghe di Tokyo» o Banana Yoshimoto per mancanza di spazio e onde non tediare con troppi nomi, libri, parole.
Spero che un po’ di Giappone sia riuscito a emergere dalle mie parole. Vi invito caldamente a suggerire libri o autori che possono essere interessanti e da cui magari trarre nuovi, appassionanti spunti.

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