Scenari del 5 marzo

A poco più di una settimana dal voto una cosa è certa: il centrodestra farà il pienone di voti. La coalizione Lega-Forza Italia è nettamente in vantaggio sul centrosinistra e sul M5S. Quindi, ancora una volta, ci troveremo di fronte a un Berlusconi determinante e predominante nella formazione del nuovo governo.
Nella peggiore delle ipotesi, se il centrodestra dovesse vincere in alcuni determinanti collegi uninominali al Sud, il 5 Marzo potrebbe addirittura avere la maggioranza assoluta dei seggi, che tradotto significa: Berlusconi (o chi per lui, dal momento che è interdetto dai pubblici uffici) regnerà incontrastato per i prossimi cinque anni. Pensare a Salvini come Ministro dell’Interno è un buon motivo per lasciare l’Italia. Auguri.
L’eventualità più probabile è che nessuno dei tre poli abbia la maggioranza assoluta. Questo tipo di scenario lo abbiamo già vissuto nel 2013 e sappiamo come andrà a finire. Siamo preparati e ormai collaudati: per il bene dell’Italia e per l’immancabile senso di responsabilità che pervade centrosinistra e centrodestra, i due schieramenti daranno vita a un governo di larghe intese. Come accaduto nel 2013, per l’appunto, ma anche nel 2011 e nel 2014. Il senso di responsabilità (di ‘sto cazzo) sarà utilissimo anche ai parlamentari dei partiti minori che potranno aggregarsi senza troppo rumore alla maggioranza di governo. Casualmente -ma casualmente- parlamentari di Leu verranno folgorati e la luce indicherà loro la strada Maestra, cioè seguire il Pd. Un po’ come accadde a buona parte dei parlamentari di Sel nel 2013 i quali, piano piano, iniziarono ad aggregarsi alla maggioranza.
A fronte di tutto questo il M5S risulterà il primo partito in Italia, ma da solo al governo non ci sarà mai dal momento che è praticamente impossibile che raggiunga il 40%. Al Governo il M5S non ci andrà nemmeno in coalizione, un po’ per colpa propria (non stringere alleanze in una Repubblica Parlamentare vuol dire tagliarsi le gambe da soli) e un (bel) po’ perché gli altri (tutti) non lo vogliono: tanto è vero che il Rosatellum è una legge elettorale appositamente scritta per far fuori proprio i grillini. Il rischio di avere nell’esecutivo persone oneste e non ricattabili (competenti o meno che siano) è troppo pericoloso.
Una certezza del 5 Marzo è che tutti, ma proprio tutti, otterranno degli ottimi risultati e saranno i vincitori  e le rispettive percentuali varranno più di quelle degli altri, sconfinando così le più banali regole matematiche con i segni di maggiore o minore che, solo per il 5 Marzo, perderanno di valore. I rischi maggiori, in questo caso, saranno corsi dai matematici: le disequazioni non saranno possibili per quel giorno.
La più semplice delle previsioni riguarda l’astensionismo: mai come in questa tornata elettorale sarà così alto. La scarsità, l’inadeguatezza e, soprattutto la pochezza dei politici (si può tranquillamente generalizzare, da buoni qualunquisti) sono così vaste che la voglia di recarsi ai seggi scende proporzionalmente ogni qualvolta aprono bocca.

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