Esquilino, il rione «fantasma» di Roma: fra droga, povertà e criminalità

di Stefano J. Dedalo, inviato a Roma

Dimenticate il Colosseo, il Vaticano o la Fontana di Trevi. A Roma l’Esquilino è un’altra cosa, e per capirlo basta una ricerca fra le notizie di Google: stupri, risse, giostre incendiate e sovraffollamenti in b&b abusivi, solo per rimanere alla cronaca degli ultimi giorni. Una zona centralissima della Città Eterna che è un luogo a sé stante, di cui i turisti non conoscono l’esistenza e che i residenti cercano di evitare. «Passo per piazza Vittorio solo quando ho fretta. Di solito preferisco fare anche un chilometro in più per evitare di venire qui», ci spiega una signora che sta tornando dal lavoro.
Tutto ruota attorno a piazza Vittorio Emanuele II che dei fasti ottocenteschi ha conservato ben poco: più di 60mila metri quadrati, che la rendono la piazza più grande di Roma, ne fanno il centro del cosiddetto «degrado» capitolino, al centro di discussioni politiche troppo spesso ben poco significative e costruttive.

La zona
Il problema non riguarda però solamente piazza Vittorio, che di questo sottobosco romano è diventata suo malgrado l’emblema, ma un po’ tutta la zona a sud della stazione Termini: a partire dall’antistante piazza dei Cinquecento, per passare a via Giolitti, via Gioberti, via Napoleone III (dove c’è la sede di CasaPound Italia), via Carlo Alberto e via fino alla piazza di Santa Maria Maggiore, che segna invece il confine fra questa Roma e quella turistica e residenziale che inizia con il lussuoso rione Monti.
Stiamo parlando di un’area molto ampia, dove si riscontrano situazioni diversissime che possiamo accomunare sotto la spiacevole ma comprensibile etichetta di «degrado urbano». 

Gli ultimi e gli emarginati
Persino in una serata fredda e piovosa di febbraio, quando chi scrive ha scattato le foto che vedete, sin da Piazza dei Cinquecento si trovavano persone a dormire per terra immersi in coperte vecchie e logore. Ne trovi anche a scaldarsi dentro a Termini, spingono dei carrelli in cui c’è tutta la loro vita. Lo stesso scenario si ripete davanti a Santa Maria Maggiore, sul marciapiede dell’Upim. Più ci si avvina a piazza Vittorio, più i clochard che cercano di dormire diventano frequenti. 

Chi sono questi senzatetto?
Per quanto riguarda i clochard fra stazione ed Esquilino, sono storie piuttosto variegate. Ne abbiamo raccolta qualcuna, senza alcuna pretesa di completezza. Ci sono italiani e stranieri, poveri e malati: c’è chi come Luca – nome di fantasia – è finito sulla strada per evitare di essere di nuovo ricoverato in ospedale, reparto psichiatria, mentre un ragazzo di colore ci spiega che non ha nessuna intenzione di farsi identificare andando nei centri di accoglienza e vive quindi di elemosina. «La sera spero di avere abbastanza soldi per mangiare e per andare in un letto, ma non sempre riesco», ci spiega, riferendosi ai non pochi gestori di b&b e stanze che affittano in nero senza farsi troppi problemi se gli ospiti non hanno o non mostrano i documenti.
Tanti uomini ma anche qualche donna, come la senzatetto tedesca ultrasettantenne stuprata in piazza Vittorio solo una manciata di giorni fa. L’età, almeno per quanto abbiamo potuto vedere, è medio-alta: non ci sono giovanissimi, non qui almeno.
Diverso il caso di un cinquantenne italiano che è finito sulla strada dopo aver perso moglie e lavoro e che, a meno di emergenze, non vuole andare nei dormitori pubblici: «Ho fatto cazzate per una vita, è giusto che paghi».

La droga
Oltre ai senzatetto, l’Esquilino – e soprattutto la solita piazza Vittorio – è anche il centro dello spaccio romano, con i residenti che cercano di contrastare il fenomeno attraverso qualcosa di simile a delle ronde e il controllo reciproco. Dove la politica non arriva, ci provano i privati cittadini. La sera in cui abbiamo scattato le foto, nonostante la pioggia e il freddo, piazza Vittorio era piena di persone, soprattutto giovani stranieri, appoggiate ai muri a fumare erba «a chilometro zero», nel senso che i pusher erano distanti poche decine di metri. 

La politica
Durissime le parole di un residente: «Non ne posso più! Ho votato la Raggi ma nemmeno lei riesce a risolvere il problema di piazza Vittorio. Volevo vendere casa l’anno scorso ma ormai la zona si è svalutata e mi toccherebbe svenderla».
In effetti, come si accennava prima, la politica da anni si riempie la bocca di promesse sulla riqualificazione di piazza Vittorio e dell’intero Esquilino. Tant’è che solo la settimana scorsa CasaPound ha organizzato una passeggiata simbolica per le strade del rione, ma non ha riscosso tanto successo, almeno in una signora che ha visto il Ventennio: «Fra la droga e i fascisti è meglio la droga». 

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La Voce che Stecca

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