Governo: chi ha perso riconosca la sconfitta e non dica sciocchezze

Il governo Conte deve ancora nascere, se davvero nascerà, ma è già un esecutivo che sarà la rovina per l’Italia. A dirlo sono la stampa nostrana ed estera, nonché tutti quei politici che hanno fatto di tutto affinché non ci fosse una vera alternativa all’asse M5S-Lega. Se la questione del curriculum del premier in pectore giustamente ha generato una discussione politica, sono totalmente ingiustificate le paure – al limite della fobia clinica – per un governo che non ha ancora potuto dar prova di ciò che può e vuole fare.
Non è un discorso sulle posizioni o preferenze politiche, bensì sull’umano buon senso: abbiamo avuto governi buoni e cattivi, di sinistra o di destra o di centro, ma è difficile che un esecutivo possa da solo minare la tenuta democratica di uno Stato.

Dobbiamo ricordarci che siamo prima di tutto una repubblica parlamentare e che quindi centrali sono Camera e Senato, non certo Palazzo Chigi. Il parlamento deve controllare il governo e quindi la responsabilità di eventuali danni è anche di chi non ha fatto opposizione – parola in Italia dal significato sconosciuto – fornendo un contrappeso all’indubbio potere esecutivo del governo.
Anziché lasciarsi andare a comportamenti sciocchi e infantili contro M5S e Lega, chi ha perso le elezioni dovrebbe fermarsi e riflettere sul perché il Carroccio ha superato Forza Italia all’interno del centrodestra e sul motivo che ha portato il centrosinistra al peggior risultato di sempre. Sembra scontato, banale addirittura, ma non è quello che è avvenuto negli ultimi due mesi e mezzo. Pd e Fi attaccano senza cognizione di causa gli avversari, con l’unico risultato di portar loro ancor più consenso. Se questa è furbizia, stiamo freschi!

Magari Giuseppe Conte verrà unanimamente ricordato come il peggior presidente del Consiglio della storia repubblicana, magari invece gli sarà riconosciuta una superiorità almeno verso coloro che lo hanno preceduto. Non lo sappiamo. E come non lo sappiamo noi, non può saperlo nessun altro. Un governo M5S-Lega può piacerci o non piacere, ma il buon gusto e il buon senso dovrebbero imporci una riflessione intelligente sul tema, partendo dal motivo per cui quei due partiti hanno trionfato e i cosiddetti «moderati» hanno perso miseramente.
Se questo mancherà – e finora è mancato – il futuro bipolarismo sarà qualcosa di inedito e assolutamente diverso: o Lega e 5 Stelle si alleeranno definitivamente e quindi ci saranno i cosiddetti «populisti» contro Fi e Pd, oppure i partiti che hanno vinto diventeranno i due poli principali. Non più destra e sinistra, quindi, ma Carroccio e M5S, che sono entrambe forze politiche che non appartengono nettamente ai canoni novecenteschi delle ideologie.
Tertium non datur.

Tito Borsa

Giornalista praticante. Autore di Un silenzio italiano (Cleup, 2017), studio alla Scuola di Giornalismo della Luiss a Roma. Ho fondato La Voce che Stecca e l'ho diretta fino al 30 settembre 2017.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Shares