Campione d’Italia: comune svizzero?

«Campione d’Italia». No, in questo caso non stiamo parlando del titolo più alto a cui gli sportivi italiani ambiscono, ma è un comune della Regione Lombardia (provincia di Como) in territorio Svizzero.
Si tratta di una cittadina di 1958 abitanti che, a differenza dello Stato «Città del Vaticano» e dello Stato di «San Marino» , i quali si trovano all’interno del confine Italiano, è situata al di fuori del nostro territorio pur essendo un comune italiano, prendendo così l’aggettivo «exclave» .
Ha una storia che risale all’epoca longobarda, durante la quale visse un importante personaggio, Totone di Campione. Quest’ultimo fu molto influente in quest’area, tanto da portare il podestà del Comune, il 5 Ottobre 1933, a chiedere che al Comune venisse dato il nome «Campione d’Italia»: così avvenne con il Decreto Regio numero 1959 del 18 Dicembre 1933.
Questo paese si trova sulla parte sud-orientale del Lago di Lugano, estendendosi in terraferma per 0,9Km quadrati, ai quali si aggiungono gli 1,7Km quadrati delle acque del Lago di Lugano. Ha in oltre un dislivello di 324 metri, partendo dai 271 metri di altitudine del lago fino a raggiungere i 595 metri del confine con il territorio svizzero. Avendo la particolarità di essere un’exclave, separata dal territorio italiano da un lago e dal territorio svizzero, non è possibile raggiungere l’Italia partendo da Campione attraversando il Lago di Lugano senza passare per le acque territoriali svizzere. È a questo problema che ha cercato di trovare soluzione il Decreto del Presidente della Repubblica n.633/1972, con il quale l’Italia ha regolato il proprio settore lacustre, definendo le acque svizzere del Lago di Lugano una «zona extradoganale», comportando così la non applicazione dell’IVA doganale del 22%. Il confine con le acque territoriali svizzere viene così considerato aperto non essendoci controlli di frontiera, di conseguenza non viene applicata l’IVA italiana, ma elvetica. In seguito a un accordo firmato il 7 settembre 2011 si equiparano i cittadini residenti a Campione a quelli svizzeri, compresi coloro che sono domiciliati nei paesi confinanti ed è stata istituita una commissione paritetica permanente tra il comune di Campione e il Canton Ticino. In questo modo, tra l’applicazione dell’IVA elvetica e l’equiparazione dei cittadini di campione a quelli svizzeri, si riscontra una crescente differenza tra i cittadini italiani di campione e i cittadini italiani residenti all’interno del confine dello stivale.
Nel 2014 la popolazione in questa cittadina era straniera per il 24%, comprendendo varie nazionalità tra cui quella Russa, Tedesca, Rumena e Filippina, lasciando così intravedere la multiculturalità di cui questo posto si distingue.
Campione d’Italia gode di una particolarità presente solo in altri 3 comuni d’Italia, tra cui Venezia, Sain Vincent e Sanremo. La presenza del Casinò. Difatti, questo piccolo comune, che vanta un centesimo degli abitanti di Padova, possiede nel suo territorio il più grande Casinò d’Europa, con una superficie di 590.000 piedi quadrati.
In ambito sportivo, invece, sono presenti gli sport come lo sci, il beach volley, l’atletica leggera. Questi sport fanno riferimento ad un’unica associazione, Associazione Polisportiva Campionese, la quale, dal 1978, vede la sua squadra di calcio militare nel campionato svizzero. A livello mediatico, sempre per quanto riguarda lo sport, ebbe importanza l’anno 1968, quando il 20 Maggio prese il via da «Campione d’Italia» il Giro d’Italia con il prologo a cronometro individuale, mentre il giorno dopo ci fu la tappa Campione d’Italia-Novara.
Questo piccolo paese, al di fuori del territorio italiano, rappresenta quello che è il territorio italiano, in quanto la sua area si estende sia nella terra-ferma che nelle acque del lago, lasciando intravedere le peculiarità montane, marine e agroalimentari che contraddistinguono il nostro paese, anche se, come detto precedentemente, i cittadini non si sentono italiani a causa dell’IVA elvetica e dell’equiparazione con i cittadini svizzeri. È presente, perciò, un contrasto tra la formalità e la sostanza.

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