Come aumenta la popolarità del Ministro Salvini?

Secondo i sondaggi, dal 4 marzo, la Lega di Salvini è cresciuta all’incirca del 10%. Che siano del tutto veri o no non sta a me dirlo, ma è certo che il consenso verso la Lega è aumentato, e non di poco.

Il mezzo di comunicazione più utilizzato da Salvini è il social network Facebook grazie al quale i suoi post vengono visualizzati da 2.729.639 persone, a discapito di Angela Merkel che è seguita da 2.729.639 persone.

Il discorso, però, è un altro. Come fa Matteo Salvini ad aumentare la sua popolarità in così poco tempo? Le parole che utilizza corrispondo ai fatti reali? In un post su Facebook del 16 Giugno possiamo leggere: «Da ministro e da papà possono attaccarmi e minacciarmi quanto vogliono, ma io non mollo e lo faccio per il bene di tutti. #chiudiamoiporti ». Con queste sole ventiquattro parole, il Ministro aumenta la sua visibilità di giorno in giorno, tanto da diventare il politico più seguito d’Europa. Analizzando il testo si può notare come con le parole «Da Ministro e da papà», cerca di attirare a sé il consenso di qualsiasi genitore che rispetta le leggi dello Stato, o che si vorrebbe sentire rappresentato da esso. Infine, chiude il testo con l’hashtag «#chiudiamoiporti», che fa riferimento alla questione sulle ONG che vedremo più avanti.

In altri post precedenti possiamo notare come Salvini ripeta quasi sempre quelle quattro o cinque frasi-chiave, anche se a volte non corrispondono ai fatti o alla foto allegata. Dal 13 al 17 Giugno sono le seguenti frasi ad essere state citate maggiormente: «Da padre di 2 figli»; «#chiudiamoiporti»; «buona giornata amici»; «prima gli italiani»; «se voi ci siete io non mollo». Il post del 15 Giugno delle 23 :13 cita: «Buona notte amici, prima gli italiani», e ha in allegato una foto con lui che si fa un selfie assieme ad una ragazza, durante la giornata, sotto una sorta di tetto formato da degli ombrelli che formano il tricolore italiano. Ormai è noto che il motto «prima gli italiani» è uno dei più famosi di Salvini, se non il suo cavallo di battaglia, che ha utilizzato spesso nelle situazioni in cui era venuto a conoscenza di un determinato torto compiuto nei confronti di un italiano da parte di uno straniero o da parte dello Stato stesso. Oggi giorno, invece, ha deciso di utilizzarlo per qualsiasi situazione, anche la più tranquilla, che può andare dal farsi un selfie con una ragazza fino all’augurare una «Buona notte amici, prima gli italiani!».

Un altro tormentone utilizzato in questo periodo è «#chiudiamoiporti». Viene utilizzato con le stesse modalità delle frasi precedenti, anche se non corrisponde alla realtà. Con questo Salvini ha voluto farci intendere che, dalla settimana scorsa in avanti, non avrebbero più messo piede in Italia i clandestini che viaggiano via mare con barconi o gommoni. Ma non è così, ovvero le parole non corrispondono alla realtà. Perché dal caso Aquarius, la ONG con a bordo 629 migranti invitata a dirigersi verso le coste della Spagna, hanno toccato piede in Italia 2.000 clandestini, tratti in salvo dalla guardia costiera italiana. Durante la settimana scorsa un altro ministro finito sotto i riflettori è Danilo Toninelli, Ministro alle infrastrutture, il quale disse «nesuno può dire che ci sottraiamo alle nostre responsabilità» Già, perché il Governo oltre a non avere chiuso i porti alle proprie navi, ha invitato i clandestini che erano in gravi condizioni ad essere assistiti negli ospedali italiani.

A differenza di Salvini, possiamo notare una diversa linea di comunicazione da parte degli esponenti del Movimento 5 Stelle, ovvero gli azionisti di maggioranza del Governo, che utilizzano un tono più formale. Perciò, nonostante il Governo compia determinate azioni politiche si possono notare diversi modelli di comunicazione; da una parte raggiunge un livello mistificatorio che fa aumentare i consensi della Lega, tanto che qualcuno pensa che Salvini si stia mangiando politicamente i 5 Stelle, dall’altra invece si registra un tono più istituzionale che guarda alla realtà dei fatti.

Simone Romanato

Nato a Padova il 30 Aprile 1997, dove vive. Ha studiato presso l'Istituto Tecnico per Geometri Belzoni. Attualmente, sta frequentando l'Istituto Tecnico Superiore per il Risparmio Energetico Edilizio.

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