Sul Decreto Dignità il Pd ha svelato la sua anima di destra

Qualche giorno fa il PD ha presentato nelle commissioni finanze e lavoro un emendamento al Decreto Dignità. Se il PD fosse quello che dovrebbe essere, ossia un partito di sinistra, ci si aspetterebbe che tale emendamento cercasse di migliorare il decreto in termini di tutele per i lavoratori e diritti sociali. Nella realtà, invece, l’erede del PC è riuscito a criticare questo decreto (varato dal governo «più a destra della storia repubblicana», a loro dire) da destra, ponendosi sulla stessa linea di Berlusconi, Confindustria, e addirittura della fascista (secondo loro) Meloni. Per farla breve, il PD pensa che maggiori tutele per i lavoratori significhino meno posti di lavoro. A questo punto, se questa è la nuova teoria economica della sinistra, tanto vale abolire i salari e legalizzare la schiavitù in modo che i padroni possano usufruire di tutta la manodopera che gli serve e azzerando, così facendo, la disoccupazione. In tal modo, inoltre, si debellerebbe anche un’altra grave piaga del lavoro come quella del caporalato, essendo tutti, italiani e immigrati, egualmente schiavi. D’altronde si sa che l’uguaglianza è il primo valore della sinistra.

Tornando seri, il problema è grave: la sinistra non sa più dove sbattere la testa e per questo non fa altro che sventolare le bandiere arcobaleno (deposta quella rossa dei lavoratori) per i diritti gay (che vanno benissimo, ma non servono a niente se non c’è giustizia sociale). Il punto cruciale è che il capitalismo in salsa neoliberista, per dirla con le parole del prof. Giulio Sapelli, ha resuscitato forme di sfruttamento pre-capitaliste, come la schiavitù, o forse peggiori, dato che il padrone degli schiavi doveva quantomeno provvedere al mantenimento loro e delle relative famiglie. Cosa che oggi non avviene: un giovane lavoratore a tempo determinato non avendo garanzie sulla continuità del proprio reddito non può accendere un mutuo e farsi una famiglia.

Ciò detto, anche qualora  il Decreto Dignità porti meno lavoro, a cosa serve una sinistra se questa fa le stesse cose della destra?

Massimo Ressia

Nato nel 1993, felicemente piemontese. Dopo gli studi di ragioneria, mi sono addentrato in quelli di Lettere, conseguendo la laurea triennale. A breve, arriverà anche il titolo magistrale.

2 pensieri riguardo “Sul Decreto Dignità il Pd ha svelato la sua anima di destra

  • luglio 27, 2018 in 3:00 pm
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    Purtroppo è così: maggiori tutele per i lavoratori = aumento della disoccupazione. Spiace, sicuramente spiace, ma non si può obbligare chi investe a farlo per forza di cose sulle persone se poi in caso di problemi di qualsiasi natura non può tornare indietro.

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  • luglio 27, 2018 in 5:07 pm
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    C’è un motivo particolare per cui avete tolto il commento che avevo postato? 😡

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