Il qualunquismo: sempre legittimo quello di sinistra

Ieri l’attenzione dell’Italia intera è stata catalizzata da un increscioso fatto di cronaca che ha visto come vittima Daisy Osakue, colpita da un uovo lanciatole nell’occhio da un’auto in corso. La giovane, 22 anni, è una stella dello sport italiano, infatti detiene il record nazionale di lancio del disco under23.

Tuttavia, non solo per questo, l’episodio brutale di cui è stata tristemente protagonista è stato riportato con grande enfasi da tutti i media del Paese; c’è un altro elemento, che sarebbe magnifico diventasse sempre più irrilevante, che ha colpito l’opinione pubblica: Daisy ha la pelle nera.

Questo, che noi vogliamo definire un particolare, affinché si impari a considerarlo come tale, ha fornito nell’immediato una chiave di lettura all’accaduto: la notizia è stata diffusa come aggressione razzista. Questo è sostanzialmente ciò che tutti i TG e le testate online hanno riportato nei primi minuti e, a ruota, svariati esponenti politici hanno seguito questa linea. Riprendiamo, come esempio, il twit pubblicato dall’ex Presidente del Consiglio Matteo Renzi: « #DaisyOsakue è una campionessa italiana. Ieri è stata selvaggiamente picchiata da schifosi razzisti. Gli attacchi contro persone di diverso colore della pelle sono una EMERGENZA. Ormai è un’evidenza, che NESSUNO può negare, specie se siede al Governo. Italia, #torniamoumani ».

Sì, Renzi, come potete apprendere, è andato oltre qualsiasi aspettativa di sproloquio: non solo ha gridato al razzismo in un momento in cui le informazioni sulla vicenda scarseggiavano, ma si è spinto a delineare una ricostruzione alquanto fantasiosa: «selvaggiamente picchiata», ossia un pestaggio, nulla di realmente avvenuto! Una brutta uscita per un politico che ha consacrato il suo esecutivo (anche) al contrasto delle fake news.

Come avete potuto intuire, ciò su cui vogliamo riflettere è la matrice razzista che è stata automaticamente attribuita al vergognoso misfatto. I giornalisti non possedevano alcun elemento per dipingere tale scenario, nessuno, solo il fatto che la pelle della vittima ha più melanina rispetto all’italiano medio e che, per forza, secondo una cospicua parte di loro, se le viene fatto del male, il movente è la xenofobia. Questa è un’operazione molto comoda per chi si occupa di cronaca, poiché permette di risparmiare il tempo e la fatica che dovrebbero servire per approfondire e scatena facilmente gli animi dei lettori, garantendo views e ricavi importanti, al prezzo dell’ennesimo innesco di divisioni tra gli italiani che anche questa volta si faranno rapire dalle conseguenti dispute dialettiche.

Così, ecco scatenatasi l’attribuzione di responsabilità morale al Governo, in particolare al Ministro Salvini, ritenuto colpevole di legittimare un’atmosfera di intolleranza in costante incremento. Se questo può essere vero, in quanto neanche in questa circostanza il leader della Lega si è dimostrato lontano dalla violenza razzista in modo inequivocabile, anche la sinistra gioca, seppur nel ruolo opposto, in maniera molto sporca. Infatti, se la destra scatena gli istinti più deprecabili nei confronti del diverso, la sinistra diffonde un’immagine dell’italiano medio come ottuso e meschino, dandosi alla strumentalizzazione di qualsiasi episodio ai danni di un migrante o di un italiano dai tratti esotici, proprio come in questo caso, che col razzismo non ha nulla a che vedere. È, infatti, escluso dagli inquirenti questo movente ed è stato appurato che analoghi fatti si erano verificati già alcuni giorni prima, ai danni di persone dall’identità più variegata.

Ciononostante, un gran numero di esponenti e votanti della sinistra, dediti solitamente a etichettare chicchessia come analfabeta funzionale, ha continuato a catalogare il crimine in oggetto a sfondo razziale, utilizzandolo anche per attaccare la maggioranza di governo. L’aspetto più surreale è che persino Daisy Osakue è rimasta influenzata da questa visione, ritenendo lei stessa, nonostante non avesse prove per affermarlo, di essere stata aggredita per la sua origine straniera. Forse, così come la Lega ha effetto sui suoi simpatizzanti instradandoli all’odio, anche la sinistra condiziona i suoi membri facendo loro vedere xenofobia pure dove non c’è: la ragazza, infatti, fa parte dei Giovani Democratici.

Il qualunquismo, insomma, straborda, sia a destra che a sinistra, ma su questo lato pare sempre ampiamente accettato e giustificato.

Gerarda Monaco

Classe 1995, studentessa universitaria. Il diritto e la politica sono il mio pane quotidiano, la mia croce e delizia, ma (per ora) non campo né di uno né dell'altra. Vi rassicuro: le frasi fatte solo nelle informazioni biografiche.

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