Musei, stop alle domeniche gratis? Falso

Ma come, siamo impazziti? Il Ministro dei Beni Culturali Alberto Bonisoli intende abolire le domeniche con entrata gratis ai musei? A vedere il post su Facebook firmato Matteo Renzi, questa è la verità: «Oggi il ministro della cultura del Governo Salvini-DiMaio annuncia la fine delle domeniche gratuite» perché «pur di attaccare il nostro Governo smantellano tutte le iniziative belle e utili».

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ebbene, lo sdegno sarebbe anche cosa buona e giusta, se solo questa notizia fosse vera. Come purtroppo accade spesso, la realtà è lievemente diversa: Bonisoli intende abolire l’obbligo delle domeniche gratuite, affidando all’autonomia del museo la scelta se aderirvi o meno.
Da una parte sembra una scelta di buon senso: non tutti i siti sono uguali e ognuno di essi ha delle esigenze e un pubblico differenti. Dall’altra parte è sconcertante come una notizia distorta sia da giorni sulla bocca di tutti.
Non è questione, sempre citando Matteo Renzi, di fare un «dispetto agli italiani», ma di intraprendere un sentiero politico diverso, giusto o sbagliato che sia. L’opposizione ancora latita, giocando all’infantile «specchio-riflesso» con toni che rasentano il ridicolo. Tra un po’ arriveranno addirittura a vette di buona politica come «non me ne frega niente, faccia da serpente». Quella è la strada.

Il Pd, nemico giurato delle fake news, si sta attaccando a una mezza balla. Lo ripetiamo: alla notizia manca una parola che però cambia completamente il senso del discorso, «obbligo». Saranno i musei, in completa autonomia, a decidere se e quando non far pagare l’accesso. Renzi parla di «ruspa contro la cultura», ma la realtà è diversa. Sarà solo il tempo a mostrarci l’eventuale sensatezza della proposta di Bonisoli, ma nel frattempo si diffonde un racconto falsato di quella che è la notizia.

Chi scrive, dal basso della sua ignoranza in materia, si permette di proporre una terza strada: perché non far entrare gratis ai musei solo le persone per le quali il prezzo del biglietto sarebbe un lusso? Certo, mediaticamente sarebbe meno efficace del «una domenica al mese tutti entrano aggratis», ma ristabilirebbe un equilibrio senza favorire chi può benissimo affrontare la spesa di un biglietto al museo. Questo dovrebbe fare la «sinistra», se ancora fosse degna di questo nome, invece di brontolare dall’oblio nel quale è sprofondata. Invece no, criticano senza proporre, pensano che fare opposizione significhi semplicemente borbottare sperando che qualcuno sforzi l’udito e li senta. Ed era uno dei motivi per cui attaccavano i 5 Stelle nella passata legislatura: siete bravi solo a criticare. Ecco, il cerchio si chiude, le parti si invertono, e seguitiamo ad avere una mezza democrazia, con solo una maggioranza.

Tito Borsa

Giornalista praticante. Autore di Un silenzio italiano (Cleup, 2017), studio alla Scuola di Giornalismo della Luiss a Roma. Ho fondato La Voce che Stecca e l'ho diretta fino al 30 settembre 2017.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Shares