Pd, ovvero come non fare opposizione

Su, amici del Pd, confessatelo che state facendo il tifo per il governo, abituati come siete a fare un’opposizione barzelletta dai tempi dei vari governi Berlusconi. Non ci si riferisce a tutti, per carità, ma a un bel gruppetto sicuramente.

    1. Karl «Marx» Calenda, sulla cui indole da vero rivoluzionario dei Parioli avevamo già parlato, che negli ultimi giorni si è messo a organizzare cene invitando Gentiloni, Renzi e Minniti, salvo poi annullarla dopo i forfeit degli ex premier. Forse deluso dal fatto che nessuno voglia vedere casa sua, l’ex ministro ha parole velenose per tutti: «Il Pd non dovrebbe essere alle europee» e «Serve uno psichiatra come segretario del Pd». L’ha presa bene insomma.
    2. Visto che, parafrasando Longanesi, gli italiani le rivoluzioni le fanno a tavola, Nicola Zingaretti rilancia: «Organizzo una cena in trattoria con un operaio, uno studente, un professore e un imprenditore». E sti cazzi, perdonate la caduta di stile. Ma questi sventurati ospiti a che servono? Zingaretti spiega che «A tutti loro voglio chiedere: che dobbiamo fare secondo voi? Dove abbiamo sbagliato? Come riprendere a lottare e vincere? Perché la nostra storia ricomincia così: ascoltando le persone». Non c’è altro da aggiungere.
    3. È poi riemersa anche Maria Elena Boschi, in arte Meb, che ha rilasciato una lunga intervista a Sette, un’intervista piena di domande ficcanti, da vero giornalismo watchdog: «Lei è passata dall’essere la donna politica più potente d’Italia a deputata semplice. È un sollievo avere meno responsabilità?», «Qual è il suo punto di vista sul movimento #metoo?» e, dulcis in fundo, «Qual è la strategia di Salvini sui migranti?». Ma chiedetelo a Salvini no? O la Boschi ha qualche abilità paranormale tale da leggere il pensiero di Salvini? Meb poi si fa cupa, parlando di M5S e Lega, sostiene che «La cosa che temevo di più, ma che davo per scontata, era che si mettessero insieme. I legami ideologici tra i due sono molto più radicati di quanto non s’immagini», ma «dimentica» che i 5 Stelle hanno virato sulla Lega dopo che Renzi, direttamente dal salotto di Fazio, ha chiuso ogni ipotesi di alleanza con il Pd. 

Questa è la situazione in casa dem, e non è un bene per nessuno. Un governo senza opposizione o, peggio, con un’opposizione ridicola e farsesca è una parvenza di democrazia. 

Tito Borsa

Giornalista praticante. Autore di Un silenzio italiano (Cleup, 2017), studio alla Scuola di Giornalismo della Luiss a Roma. Ho fondato La Voce che Stecca e l'ho diretta fino al 30 settembre 2017.

Un pensiero riguardo “Pd, ovvero come non fare opposizione

  • settembre 21, 2018 in 8:23 pm
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    La cosiddetta opposizione fantasma e stagnante.

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