Rimettersi (letteralmente) in gioco dopo un trapianto

Domenica 28 ottobre si è svolta, presso la palestra dell’Iti «Severi» di Padova, una partita di volley tra «persone speciali»: così si definiscono i pallavolisti del team trapiantati e dializzati, che hanno sfidato i loro pari olandesi, vincitori degli ultimi due mondiali di categoria.

Interessante è stata soprattutto l’introduzione alla partita, con i saluti di circostanza e la presentazione delle squadre. Non è un mondo facile quello degli atleti dializzati, basti pensare che gli ultimi europei di pallavolo sono stati purtroppo annullati a causa della mancanza di partecipanti. Il team manager italiano ha spiegato le preziosissime attività portate avanti dalla squadra, che danno sicuramente un’idea del carisma delle persone che la compongono. Ogni due mesi circa si ritrovano, da tutta Italia, per allenarsi e divertirsi stando insieme, ma non solo: il principale obiettivo del Club Volley è, senza tanti giri di parole, quello di «diffondere e promuovere la cultura della donazione». Per questo organizzano momenti di testimonianza nelle scuole, facendo addirittura partite con gli studenti per dimostrare quanto può essere miracolosa una donazione di organi che, anche se non in tutti casi, può far tornare a praticare un po’ di sano sport; inoltre visitano gli ospedali, per portare conforto speranza a chi si appresta a ricevere una donazione.

All’entrata in campo dei giocatori e delle giocatrici si entra più nel dettaglio delle loro vite: c’è chi ha ricevuto una donazione di reni, chi di polmoni, chi di fegato e addirittura qualcuno di cuore. Lascia molto stupore vedere come chi ha avuto problemi di salute molto seri abbia poi avuto la forza di volontà di tornare ad avere una vita più normale possibile. Anche l’allenatrice olandese, oltre ad altri componenti degli staff, ha in passato ricevuto una donazione. La partita si è svolta in modo molto amichevole, con squadre di giovanissimi e giovanissime a tifare dagli spalti. L’Italia ha vinto tranquillamente il primo set, mentre il secondo è stato più combattuto con l’Olanda avanti anche di molto prima del recupero italiano; con il terzo set è finito l’incontro, 3-0 per l’Italia, ma nell’aria c’era un tale entusiasmo che dopo le premiazioni le due squadre hanno deciso di disputare un quarto set extra, vinto dall’Olanda.

Proprio durante le premiazioni c’è stato il momento più toccante della serata: dopo il commovente minuto di silenzio iniziale, alla consegna delle targhe è stata letta la lettera di Sara Anzanello, l’atleta italiana che ha contribuito alla vittoria del mondiale di volley da parte dell’Italia nel 2002 e che è tristemente venuta a mancare la settimana scorsa, a soli 38 anni. Nel recente passato aveva giocato anche con la squadra trapiantati e viene ricordata da tutti come una donna genuina e altruista, che metteva tutta sé stessa nelle cose che faceva. Lasciamo qui, in calce all’articolo, il pezzo della Gazzetta dello Sport che riporta la sua ultima lettera, consapevoli che le nostre passioni e le persone che ci circondano possono aiutarci nei momenti più difficili:  https://www.gazzetta.it/Volley/26-10-2018/volley-lettera-sara-il-mio-sogno-vivere-300985636461.shtml.

2 pensieri riguardo “Rimettersi (letteralmente) in gioco dopo un trapianto

  • novembre 1, 2018 in 12:10 pm
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    Buongiorno a tutti, vi ringrazio sentitamente di questo articolo, molto?profondo ed emozionante.
    Vi segnalo due imprecisioni: la partita è stata giocata a ottobre e non a gennaio(questo ultimo we) ed il nostro allenatore, Matteo Lucarelli, non é trapiantato né dializzato.
    Siete stati eccezionali, grazie di cuore e forza Club Volley trapiantati e dializzati!

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    • novembre 1, 2018 in 7:42 pm
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      Eccomi, sono l’autore! Mi scuso per il refuso della data e per aver erroneamente confuso il ruolo dell’allenatore e del team manager. Grazie per averlo fatto notare, abbiamo provveduto a correggere.
      E grazie ancora per aver fatto un pomeriggio divertente e riflessivo a me e agli altri spettatori 🙂

      Risposta

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